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Pd: Provenzano, ‘lavoro nostra parola chiave, sinistra va nuovamente riempita di senso’

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Roma, 13 apr. (Adnkronos) – “La nostra parola chiave, per il nuovo Pd, è il lavoro. Il lavoro in tutte le sue forme, dipendente, autonomo, cooperativo. Rappresentare tutti coloro che vivono non grazie a una rendita, ma al loro lavoro”. Lo dice il vicesegretario del Pd, Peppe Provenzano, in una lunga intervista ad HuffPost. “Il lavoro è il filo con cui ricucire la trama sfibrata della società, unire le ansie dei ceti medi impoveriti del Nord e la fame di lavoro del Sud”, aggiunge Provenzano che si definisce un “uomo di sinistra”, parola che “va nuovamente riempita di senso, questa è la nostra sfida. E lo si fa non coi convegni sul vero riformismo, ma con battaglie ideali e concrete che suscitano passioni e speranze in pezzi di società”.

Come quella sul dl imprese. “Un nuovo decreto, rivolto alle imprese, al lavoro e alle professioni. Con una novità che rispondo al malessere e ai bisogni concreti: agire non a compensare cali di fatturato, ma sostenere i costi fissi delle imprese: affitti, bollette, tasse comunali”. Ma “non basta. La piazza chiede le aperture. Ma lo chiedono anche i cittadini chiusi in casa. Io rigetto la rappresentazione di una destra che vuole aprire e una sinistra che vuole chiudere”. E per Provenzano “aver riportato la destra al governo è stato un grave errore e un danno al Paese”.

“Tutte le misure del Governo sono state fin qui assunte all’unanimità, anche dai leghisti, ma la destra sta portando avanti una campagna di denigrazione ad personam, contro il ministro Speranza, a cui va la nostra solidarietà. Vogliono farne il capro espiatorio per non aver mantenuto la promessa irresponsabile di aprire tutto e subito, e magari togliersi le mascherine”. Draghi deve essere più netto su questo? “Lo è stato ma ora deve pretendere lealtà da Salvini”. E il governo deve muoversi anche sul Pnrr che “è finito in un cono d’ombra”. No a tagli sociali, confronto con le parti sociali ed economiche e poi capire “come impattano gli investimenti sulle grandi crisi e gli asset strategici”. O il Pnnr “affronta questi nodi o è un caciocavallo appeso”. E sul ‘caso’ De Luca-vaccini, Provenzano è netto: basta repubbliche autonome, serve una riforma del Titolo V.

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