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Pd: militanti protagonisti e centrosinistra che dialoga con M5s, la linea Letta/Adnkronos

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Roma, 17 apr. (Adnkronos) – Il tentativo di Enrico Letta di imprimere una svolta al Pd si legge anche nell’organizzazione della riunione di oggi. Forse la prima e l’unica assemblea nazionale da quando è nato il Pd, in cui gli interventi dei big si contano sulla punta delle dita. Tutto lo spazio è lasciato ai delegati. Una cesura netta, almeno d’immagine, con il clima nel quale, appena un mese fa, Letta venne eletto segretario dopo settimane di tensioni, la ‘vergogna’ di Nicola Zingaretti, il groviglio di lotte di corrente. Per farlo Letta si è affidato ai militanti, a quel ‘tesoretto’ che resiste e che ha risposto all’iniziativa del vademecum lanciata dal neosegretario. Quasi 40mila partecipanti.

“Il partito esiste, è vivo ed è molto vivace”, può dire il segretario. “Cosa abbiamo rischiato rispetto alla crisi di un mese e mezzo fa? Di buttare via un partito arrivato oggi a una potenziale fase di maturità. Di buttare via tutta questa ricchezza. Ma grazie alla nostra base siamo in grado di superare una crisi di vertici”. Ed a partire da quel ‘patrimonio’ che Letta intende muoversi per costruire un nuovo Pd e allargarne i confini.

Con i sei mesi delle Agorà, aperti a tutti. E poi nella strategia di alleanze che sintetizza così: “L’obiettivo finale è quello di arrivare alle politiche con un nuovo centrosinistra guidato da noi, attorno a noi, che dialoga con il M5S”. Un doppio binario tutto da costruire e non senza difficoltà se, nel giro di qualche minuto, Carlo Calenda ribatte sui social: alleanza con i 5Stelle? “E allora in cosa sarebbe nuovo?”.

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