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Pd: comitato costituente, diritti civili e sociali vanno tenuti assieme

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Roma, 20 dic. (Adnkronos) – Riunione del sottocomitato ‘Diritti, Welfare e Coesione’ nell’ambito del percorso costituente Pd. La discussione è partita con l’intervento di Enrico Letta che ha offerto alcuni spunti. Innanzitutto, “accettato che la distinzione tra diritti civili e diritti sociali è superata e che è necessario tenere assieme le due categorie, come farlo anche dal punto di vista del linguaggio e della comunicazione? Esistono parole o espressioni unificanti e universali?”.

E poi, chiede Letta, “il nuovo Pd nel suo Manifesto deve parlare dei beni comuni (urbanistica, acqua, energia etc.)? Se sì̀, quale spazio devono trovare e qual è il ruolo dello Stato nella loro gestione?”. Dopo l’apertura del segretario, è intervenuta Chiara Saraceno con un’introduzione sul tema delle disuguaglianze che “vanno analizzate nelle loro diverse forme (disuguaglianze economiche, sociali, territoriali, di genere, intergenerazionali, etc.), che sono spesso intrecciate e contribuiscono a generare esclusione sociale”.

“Inaccettabile -prosegue Saraceno- che in Italia il tasso di mortalità infantile al Sud sia quasi il doppio di quello al Nord. Per avere risultati efficaci è fondamentale agire a livello pre-redistributivo, intervenendo laddove si formano e si cristallizzano le disuguaglianze”. Diversi gli interventi tra cui Livia Turco, Alessandro Zan, Marco Furfaro, Giuseppe Provenzano.

Questi i principali spunti emersi. Intanto che “le disuguaglianze di ogni tipo minano la coesione del nostro tessuto sociale indebolendo le fondamenta del sistema democratico”. Quindi, “l’importanza di interventi ex-ante per affrontare il tema delle disuguaglianze strutturali. In questa direzione, devono svolgere un ruolo fondamentale istruzione e formazione permanente. Per contrastare le disuguaglianze e lottare contro la povertà sono fondamentali anche politiche per rilanciare l’occupazione”.

“L’impegno per l’uguaglianza delle opportunità deve lasciare spazio anche a un impegno per un’uguaglianza dei risultati, per garantire il pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza, intesi come diritti di base di tutte e tutti. Discriminazioni di ogni genere sono inaccettabili e l’obiettivo deve essere combatterle per una società più equa e inclusiva, per un orizzonte di emancipazione e riscatto sociale”.

Infine, “l’autodeterminazione e dignità sociale sono valori e diritti da difendere (vedi aborto, fine vita, diritti delle persone LGBTQI+). Diritti umani come espressione unificante capace di tenere insieme diritti sociali e civili, oltre che i diritti ambientali e i diritti delle future generazioni”.