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**Pd: Borghi, ‘congresso? No a tic autoreferenziali, pensiamo a Paese’**

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Roma, 3 gen. (Adnkronos) – “Il Congresso? E’ già fissato nel 2023. Non è che ogni volta che c’è un tema dobbiamo fare il congresso…”. Enrico Borghi, lettiano e membro della segreteria Pd, commenta così all’Adnkronos le richieste che arrivano da esponenti di Base Riformista, come Andrea Marcucci, di un congresso anticipato dopo le parole di Massimo D’Alema e il possibile rientro dei fuoriusciti di Articolo Uno.

“Il Pd è nato per essere il partito dei progressisti e dei riformisti. Abbiamo avuto ragione noi a restarci evitando scissioni e il fatto che D’Alema consideri l’approdo nel Pd come unica scelta possibile, significa che avevamo ragione noi e torto lui. Ma andiamo avanti perchè il mondo non si ferma su schemi del passato e il Pd è guidato da una leadership nuova e un gruppo dirigente che si sforza di fare sintesi e di non tornare a divisioni del passato”.

C’è chi chiede un congresso anticipato, condivide la richiesta? “Andiamo con ordine: noi dobbiamo eleggere un presidente della Repubblica, sconfiggere la pandemia, rilanciare l’economia del Paese ripristinando condizioni di equità sociale e creare le condizioni per una normale dialettica tra le forze politiche riformando regolamenti parlamentari e legge elettorale. Tutte cose che guardano al bene del paese. Evitiamo di cadere nel tic autoreferenziale di certa sinistra che preferisce guardare al proprio ombelico piuttosto che agli interessi del Paese”.

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