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Pd, bilancio in avanzo 600mila euro: pesa Nazareno ma affitto rinnovato

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Roma, 17 luglio (Adnkronos) – Il Partito democratico ha chiuso il suo ultimo bilancio (quello relativo all’esercizio 2021) in attivo, con un avanzo di 606.810 euro. Lo spiega il tesoriere Walter Verini nella relazione che accompagna la contabilità del partito approvata dalla Direzione nazionale.

I proventi su cui hanno potuto contare i dem ammontano a 9.559.332 euro, tra cui i 6.907.837 euro dal 2xmille (in calo rispetto agli oltre 7mln dell’anno precedente); i circa 2.274.507 euro dei contributi dei parlamentari; i 61.335 euro dei contributi da persone fisiche di cui 32.250 euro vengono dai componenti del governo non parlamentari. La voce proventi è compensata da quella relativa agli oneri di gestione: 9.120.416 euro complessivi.

Tra questi, ci sono i 489.388 euro di ‘costi per godimento beni di terzi afferenti le sedi operative’ così come i 505.512 euro di spese per i ‘servizi afferenti la sede nazionale’. A proposito del Nazareno il Pd ha rinnovato il contratto di affitto nel marzo del 2021 versando un deposito di circa 70mila euro

Altra voce che tradizionalmente spicca nel bilancio dem è quella relativa al costo per il personale dipendente: 4.470.509 euro. Nel bilancio, tra l’altro, si annuncia che in vista della scadenza al 30/9/2022 della cassa integrazione straordinaria “il partito procederà a richiedere un ulteriore anno di proroga per consentire di realizzare il programma di riorganizzazione finora intrapreso”.

Nel 2021 l’incentivazione all’esodo ha portato alla risoluzione di 17 rapporti di lavoro e “se le risorse lo consentiranno” il partito “continuerà a promuovere l’uscita non traumatica del personale dipendente”, si legge sempre nel bilancio. Tra le varie spese sostenute dal Pd ci sono state quelle per le elezioni regionali in Calabria: 39.423 euro sostenuti dalle strutture regionali e provinciali.

A proposito dei territori, il Pd ha destinato 857.742 euro alle varie strutture, una somma “superiore rispetto al 2020”. Questo per le “maggiori quote incassate dalla piattaforma del tesseramento” e per i contributi raccolti tramite la piattaforma ‘Partecipa’ per le primarie a Bologna, Roma e Torino.

La voce sulle ‘libere contribuzioni’ è quella che offre sempre maggiori spunti in un bilancio. In particolare, per quel che riguarda il Pd, per quel che riguarda i contributi dei parlamentari. L’importo medio che ha versato la maggior parte di deputati e senatori dem è di 18.500 euro. Secondo l’elenco a bilancio, il più generoso risulta Umberto Del Basso de Caro con i suoi 29.900 euro. Molti senatori, compresa la capogruppo Simona Malpezzi, hanno toccato o superato quota 20mila euro.

Nell’elenco delle ‘libere contribuzioni’ figura una sola azienda, la Energas spa con 20mila euro di donazioni. Tra i nomi segnati a bilancio anche quello di Marco Minniti (6mila euro il suo contributo). Ma la pagina relativa ai parlamentari dem si arricchisce di dettagli spulciando la voce relativa ai crediti a bilancio. Il totale dei crediti ‘diversi correnti’ è infatti di 1.284.171 euro, di cui 815.324 euro verso parlamentari e componenti del governo.

Si tratta, si spiega nel bilancio, di 487.401 euro di crediti verso parlamentari della XVII legislatura, 324.323 euro verso parlamentari della XVIII legislatura e 3.600 euro verso componenti governo. Nei confronti degli eletti della precedente legislatura, il Pd ha avviato 63 ricorsi che hanno portato a 56 decreti ingiuntivi. In generale, la somma dei crediti si è ridotta di 112.159 euro in seguito da accordi transattivi e incassi. In “un numero ridotto” di casi, si sottolinea, c’è stato lo stralcio per “impossibilità di riscossione del credito”. Infine, tra le tante voci del bilancio, si segnala quella relativa alla Fondazione Eyu creata ai tempi della segreteria Renzi: il Pd annuncia che è stata messa in liquidazione il 29/3/2021.