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Pareggio nelle elezioni politiche? Lo scenario possibile con il Rosatellum

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(Adnkronos) –
Le elezioni politiche potrebbero finire in pareggio tra il centrodestra e il campo largo? Possibile, soprattutto con l'attuale legge elettorale. E' l'analisi dell'Istituto Cattaneo, che delinea uno scenario complessivo dopo le ultime elezioni regionali in Campania, Veneto e Puglia. "Tenendo conto della stabilità degli elettorati che avevamo già osservato nelle elezioni regionali precedenti, il risultato di quelle in programma in Veneto, Campania e Puglia appariva scontato. Ed in effetti è andato tutto più o meno come previsto", osserva l'Istituto. "Questa ultima tornata ha confermato un sostanziale equilibrio, sul piano elettorale complessivo, tra centrodestra e centrosinistra largo, cioè allargato al M5S. Più o meno, lo stesso equilibrio registrato alle europee del 2024", prosegue l'Istituto Cattaneo che elabora "una stima di ciò che potrebbe accadere alle elezioni politiche nazionali se il sistema elettorale rimanesse invariato e le performance del centrodestra e centrosinistra fossero simili a quelle registrate nel ciclo delle elezioni regionali svolte dal 2022 ad oggi".   Il primo dato è che, se resta il Rosatellum, "il risultato sarà determinato, questa volta quasi completamente, dal numero di seggi ottenuti nei collegi uninominali". E con un centrosinistra trasformato in 'Campo Largo' unito e non più diviso come nel 2022, il conto dei seggi sarebbe molto diverso. "Nelle elezioni politiche del 2022, i partiti del centrosinistra hanno ottenuto, nel complesso, una percentuale di voti leggermente superiore a quella dei partiti del centrodestra. Di conseguenza, hanno ottenuto un numero di seggi leggermente superiore rispetto al centrodestra tra quelli ripartiti con metodo proporzionale. Alla Camera, nella quota proporzionale, il centrodestra ha ottenuto 114 seggi" mentre le opposizioni ne hanno "ottenuti 130".  "Ma poiché ciascuna delle tre componenti del cosiddetto campo largo ha presentato candidati propri (in competizione gli uni con gli altri) nei collegi uninominali" qui "il centrodestra ha vinto quasi dappertutto: in 121 dei 147 collegi" mentre "le opposizioni" divise "solo in 23. Se si considerano le intenzioni di voto attualmente stimate dai sondaggi, è assai plausibile che, in una competizione nazionale in cui il centrosinistra si presenti unito, centrosinistra e centrodestra otterrebbero percentuali di voti e un numero di seggi di entità quasi equivalente nella quota proporzionale".   L'Istituto Cattaneo per elaborare una possibile stima dell'andamento delle politiche con l'attuale legge elettorale e "per stimare quanto sia ampio il margine di recupero del centrosinistra e quanto le prossime elezioni politiche possa risultare contendibili" ha considerato "come indicatori dell’attuale equilibrio i voti ricevuti dai candidati a presidente di regione nelle tornate elettorali che si sono svolte dal 2023 ad oggi, quando cioè era già iniziata la ricomposizione del centrosinistra".  E l'effetto potrebbe essere quello di un'Italia divisa. "Ci potrebbe trovare con una Italia di nuovo divisa in due, o meglio in 5: con il Nord e il Centro al centrodestra; la Zona rossa e le grandi regioni del Sud al centrosinistra; con Sicilia, Calabria e Sardegna come 'campo di battaglia'". Alle regionali, si legge nell'analisi del Cattaneo, "il governo Meloni 'non è stato battuto' e il centrodestra continua ad avere buone probabilità di rivincere le elezioni politiche" ma "la dimostrata possibilità di far confluire i voti dei partiti del centrosinistra su candidati comuni (cosa non scontata), soprattutto nel Sud, riapre la competizione anche a livello nazionale".  Quindi l'analisi si conclude con una riflessione sulla eventuale riforma elettorale. "Con tutta evidenza, sta qui l’interrogativo che sottende ad una possibile ulteriore riforma del sistema elettorale. Se sia preferibile un esito potenzialmente indeterminato, con la formazione di governi sostenuti da una esile maggioranza, o addirittura la formazione di un governo sostenuto da partiti appartenenti ad entrambe le coalizioni, oppure un sistema elettorale simile a quello che ha consentito ad entrambe le coalizioni di celebrare vittorie e sconfitte nette nel ciclo delle elezioni regionali che si è appena concluso".  
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