Nanotecnologie: Zuccalà, ‘nuovi formulati per interventi più incisivi su Beni Culturali’ (2)
(Adnkronos) – “Il nostro obiettivo – conclude Zuccalà – è trasmettere alle future generazioni, beni di riconosciuto valore storico che “testimoniano valori di civiltà”, attraverso un attento rispetto nell’approccio all’ intervento per la loro conservazione. Negli scorsi anni, abbiamo lavorato su importanti reperti culturali come l’esercito di terracotta di Xian o sul relitto della nave romana di Marausa del III secolo d.C. recuperato a 150 metri dalla costa di Trapani, trovando i migliori nanomateriali per tutelarli”.
E ancora: “Rispetto i prossimi interventi, è giusto considerare che, come la lava e la cenere sono state anche una sorta di copertura che ha permesso alla città di Pompei di mantenersi nel corso dei secoli e di essere protetta dalle intemperie, arrivando così ai nostri giorni; oggi le applicazioni delle nanotecnologie potrebbero riuscire in questo, come in altri siti, a rappresentare una sorta di reticolo invisibile che si autorigenera e li protegge, conferendo alle superfici trattate proprietà ad ampio spettro che perdurano nel tempo. Facendo rimanere inalterato il bene trattato evitando così l’usura e le contaminazioni esterne. Auspichiamo che le testimonianze storiche del patrimonio culturale italiano possano essere preservate dall’ammaloramento, riuscendo a fermare il tempo”.
“Proteggere la materia significa: bloccare il deterioramento, mantenere la pulizia di superficie, eliminare la possibilità delle formazioni di muffe, rendere i monumenti antigraffiti, abbiamo oggi ‘l’elisir’ nanotecnologico per conservare la storia”.

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