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Milano: dopo la pandemia +30% disturbi alimentari, nasce ‘Nutrimente in Terapia’

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Milano, 17 nov.(Adnkronos) – Un luogo dove persone con un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione (D-na) possono trovare insieme alle loro famiglie terapie e cure cliniche di alto livello a prezzi accessibili in tempi brevi, offerte da un’equipe multidisciplinare altamente specializzata. È ‘Nutrimente in Terapia’, centro di cura con finalità sociali che ha da poco aperto i battenti a Milano su iniziativa di Nutrimente, associazione che dal 2013 si occupa della prevenzione e contrasto dei disturbi alimentari. Per far conoscere la nuova struttura alla cittadinanza, è in programma un open day: domani, dalle 10 alle 22, sarà possibile visitare gli spazi di via Vincenzo Monti 52, incontrare gli specialisti dell’associazione e conoscere i servizi offerti.

“Siamo molto felici di poter offrire alla cittadinanza questo nuovo servizio e dare il nostro contributo per rispondere alle sempre maggiori richieste di aiuto da parte di persone che soffrono di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, aumentate sensibilmente negli ultimi due anni a causa della pandemia e delle sue conseguenze -affermano Sara Novero ed Eva Cislaghi, psicologhe e psicoterapeute responsabili del progetto di ‘Nutrimente in Terapia’-. Nel nuovo centro offriamo ai pazienti le migliori pratiche cliniche a un tariffario agevolato, integrate con quello che Nutrimente realizza dalla sua nascita: attività mirate al recupero del benessere psicofisico e al riavvicinamento alla vita sociale in un contesto protetto, unite a servizi rivolti ai familiari e in particolare ai genitori”.

In Italia si stima che siano affette da D-na tra i 2 e i 3 milioni di persone: 19 donne e 2 uomini ogni 100.000 persone ogni anno. Queste gravi alterazioni del comportamento alimentare e della regolazione del peso presentano il più alto tasso di mortalità fra le patologie psichiatriche.

Tra i giovani e gli adulti il 40% circa sono casi di anoressia nervosa, il restante 60% di bulimia nervosa, mentre le percentuali sono invertite tra i bambini; entrambe le malattie si manifestano soprattutto tra i 12 e i 25 anni. Una fotografia del fenomeno scattata dall’Adi – Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica evidenzia inoltre come tra il febbraio 2020 e lo stesso mese del 2021, in piena emergenza sanitaria, i casi di disturbi alimentari siano aumentati in media del 30% rispetto allo stesso periodo 2019-2020, con un abbassamento della fascia di età (13-16 anni) e un incremento delle diagnosi soprattutto di anoressia nervosa.

‘Nutrimente in Terapia’ si rivolge a persone dai 14 anni in su, che vengono prese in carico da un’equipe di lavoro multidisciplinare composta da psicoterapeuti, un medico psichiatra, psicologi testisti, dietisti e nutrizionisti, uno specialista in medicina interna e un pediatra. A ogni paziente viene offerto un progetto terapeutico personalizzato, che può includere colloqui di sostegno psicologico, psicoterapia cognitivo comportamentale e Emdr (dall’inglese Eye movement desensitization and reprocessing, desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari), gruppi psicoeducativi e, se necessario, anche colloqui psichiatrici.

Grazie alla partecipazione di consulenti esterni (insegnanti di yoga, uno chef, fotografi, un’operatrice ayurvedica), sempre affiancati da un membro dell’équipe, sono realizzati inoltre laboratori esperienziali e attività di gruppo. Tra questi yoga per i disturbi alimentari, gruppi di supporto e discussione su emozioni e relazioni, laboratori di fotografia. E ancora mindfulness, mindful eating e il laboratorio di cucina ‘Back To Food’, per favorire il riavvicinamento al cibo attraverso un percorso esperienziale di manipolazione degli alimenti, sensorialità, apprendimento di ricette e impiattamento creativo.

Si tratta di “attività che, realizzate in un contesto protetto e gestito da professionisti della salute mentale, si pongono come ponte tra la terapia clinica e il ritorno alla vita sociale, e sono fondamentali per ritrovare il proprio benessere psicofisico -aggiungono Sara Novero ed Eva Cislaghi-. Abbiamo aperto il nuovo centro per poterci prendere cura a 360° delle persone che convivono con questi disturbi, continuando anche a dedicare un’attenzione particolare alla famiglia: questa ricopre infatti un ruolo fondamentale nella lotta contro i disturbi alimentari, ma fatica spesso a trovare uno spazio di supporto dedicato”.

Oltre a colloqui individuali o familiari, nel nuovo centro i genitori hanno l’opportunità di partecipare a gruppi di auto-mutuo aiuto: spazi protetti dove le mamme e i papà, guidati da genitori facilitatori, opportunamente formati e affiancati da uno psicologo, possono condividere le proprie difficoltà e affrontare insieme emozioni come il senso di colpa, la vergogna rispetto alla situazione e la difficoltà ad affidarsi a un percorso terapeutico.

“Il nuovo centro mette a frutto l’esperienza accumulata in dieci anni da Nutrimente -dichiara Sara Bertelli, psichiatra, presidente di Nutrimente e referente scientifico del progetto di ‘Nutrimente in Terapia’-. Dalla sua nascita l’associazione ha realizzato numerose iniziative di prevenzione e sensibilizzazione nelle scuole e nei contesti sportivi e attività di formazione e di ricerca; ha supportato le persone in difficoltà con laboratori esperienziali e i familiari attraverso gruppi di sostegno. Il desiderio era integrare tutto questo con cure cliniche di alto livello che potessero essere accessibili facilmente e in tempi brevi da un’utenza ampia. Finalmente tutto questo è realtà grazie a ‘Nutrimente in Terapia’”.