Migranti: Grandi (Unhcr), ‘i soccorsi sono un dovere, non identificare naufraghi con il Covid’

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Palermo, 16 lug. (Adnkronos) – “Quella diffusa da Sea watch è l’ennesima fotografia di un tragico naufragio che, una volta di più, rende immorale e disgustoso il fatto stesso che ci sia dibattito sui salvataggi in mare”. A parlare, in una intervista a Repubblica, è Filippo Grandi, l’Alto commissario delle Nazioni unite per i rifugiati, che commenta la foto del naufrago morto in mare da giorni e fotografato dalla ong Sea watch dall’alto. “Chiunque metta in dubbio sia un dovere assoluto organizzarli, sostenerli e aumentarli è co responsabile di questi drammi”, dice.

“Con la crisi del Covid -aggiunge – i governi devono rendersi conto che preservare l diritto di asilo è vitale quanto proteggere la salute”. E ribadisce che “le persone che fuggono sono sempre più numerose perché ai vecchi conflitti, quali quelli in Afghanistan, Somalia o Siria, se ne aggiungono sempre di nuovi”.

E poi ribadisce che sul fronte Covid, l’Italia ha gestito gli arrivi “in modo umano”. “Il governo ha seguito una politica di accoglienza – dice – i casi positivi sono stati 114, non migliaia. E’ falso sostenere che le ong siano taxi per migranti. Infatti sono state assenti dal Mediterraneo nei mesi del lockdown, eppure gli arrivi sono aumentati. Ciò dimostra che non c’è correlazione tra i salvataggi e gli arrivi, come è stato sostenuto in modo strumentale da alcuni”. E chiede che “nessun migrante recuperato in acqua internazionali dovrebbe essere rispedito, perché la situazione della sicurezza e dei diritti umani è davvero preoccupante”.

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