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Mediobanca: 80 anni dalla fondazione – la prima banca d’affari della neonata Repubblica

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(Adnkronos) – Gli 80 anni dalla fondazione di Mediobanca, tra finanza e storia. “Richiamammo l’attenzione delle autorità finanziarie sui gravi problemi che il sistema bancario italiano si sarebbe trovato ad affrontare nell’immediato dopoguerra”. E' quanto emerge dalla documentazione di Piazzetta Cuccia. La risposta sarebbe stata nella fondazione di Mediobanca, ideata dallo stesso Raffaele Mattioli e da Enrico Cuccia, allora non ancora quarantenne, all’indomani dell’armistizio e divenuta una loro iniziativa già nell’estate del 1944 a Roma, pochi giorni dopo la liberazione della Capitale a opera delle truppe americane.  L’amministratore delegato della Comit avrebbe infatti lottato per chiedere l’approvazione di quel progetto dedicando la propria relazione al grande vuoto rimasto aperto nella finanza del Paese , tale da richiedere “la costituzione di un ente specializzato per i cosiddetti finanziamenti a medio termine”. Dopo le convenzioni per i “salvataggi” del 1931-34 e la legge bancaria del 1936, che aveva posto fine all’esperienza delle “banche miste”, non esiste un mercato del credito finanziario, ovvero delle provviste necessarie alle imprese per guardare oltre il breve termine.    L’Italia ha perso la guerra, anche se alla fine ha combattuto l’ultimo anno e mezzo a fianco degli Alleati ed è un paese da ricostruire, con una collocazione ancora del tutto incerta sullo scacchiere internazionale. Sul finire del conflitto, “pure in tanta incertezza di prospettive e persino di sopravvivenza, nacque l’idea di Mediobanca e delle sue funzioni”, avrebbe scritto più tardi Raffaele Mattioli, che considera quella creatura come il risultato “di una visione più ampia e fiduciosa dello sviluppo del nostro paese”. Mediobanca sarebbe presto diventata la prima banca d’affari della neonata Repubblica, il “centauro” che Cuccia avrebbe evocato in seguito (in un’audizione al Senato, nel 1978), metà pubblico e metà privato, secondo una natura che la caratterizza fin dalle sue origini e per molti anni: soggetto di mercato, che si finanzia sul mercato ed è tenuto al riparo dalle influenze della politica, eppure nato per iniziativa delle banche controllate dall’IRI3, nonché un istituto di credito che per decenni sarebbe stato anche la holding di partecipazioni al centro di uno sviluppo industriale forse intuito dai banchieri protagonisti di quella fase, eppure imprevedibile nelle dimensioni che avrebbe assunto. L’atto di costituzione è datato 10 aprile 1946. È un nuovo inizio dopo 18 mesi di laboriose pratiche. 
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