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Masperi (Sap Italia): “Ai eliminerà attività manuali, trovare giusto equilibrio”

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(Adnkronos) – "L'intelligenza artificiale è una tecnologia molto potente ma occorre capirne bene le potenzialità ma anche le condizioni per poterla usare pienamente. L'Ia è destinata a eliminare le attività manuali, ma non è quello il problema. Il discorso è trovare il giusto equilibrio, e qui per esempio anche le politiche della formazione, la scuola, hanno un ruolo fondamentale, e nel non creare il 'mismatch' tra domande e offerta di lavoro". Così, Carla Masperi, amministratore delegato di Sap Italia, intervenendo alla terza edizione dell’evento 'Intelligenza umana, supporto artificiale', promosso da Adnkronos Q&A, oggi presso Palazzo dell’Informazione, in Piazza Mastai a Roma.  Per Masperi, le "condizioni per usare pienamente l'Ia" passano ad esempio "dalla possibilità di contare su dati affidabili. Ma i dati affidabili, soprattutto quando entriamo in un contesto aziendale, nascono da processi stabili, da processi solidi su cui uno può contare. Occorre quindi che l'Ia si inserisci in un contesto dove ci sono processi che danno una base di dati affidabili su cui l'Ia può lavorare". E Masperi sottolinea come l'Ia possa aumentare la produttività: "Prendiamo un cliente che ha 54.000 fatture all'anno, fornitori. Ecco, applicando semplici concetti di Ia, possiamo avere un 'guadagno' di 500 euro al giorno. Quindi vuol dire che qui dietro c'è una potenzialità enorme. Un'indagine che abbiamo condotto su base globale, su 1.600 aziende, dove dicono che il guadagno di produttività oggi è già il 16%, destinato a raddoppiare nell'arco di due anni. Non si può ignorare che ci sono queste tendenze e questi fatti, va ovviamente come ogni tecnologia accompagnata nel giusto percorso".  Ancora di più per l'utilità in un momento economico come questo. "Una delle parole chiave che ricorrono nelle conversazioni che noi facciamo con i nostri clienti -spiega Masperi- è proprio quella di chiedere strumenti che possano aiutare a far fronte all'incertezza. Quindi maggiore agilità, maggiore resilienza, maggiore capacità di prevedere certi trend o certi shock esogeni a cui purtroppo ci siamo abituati in questi ultimi anni. E quindi la tecnologia può fare tanto", continua. E infatti "secondo una recente indagine che abbiamo fatto su 600 aziende italiane il problema più grosso che emerge e a cui devono far fronte, la sfida più importante, è l'instabilità della supply chain, da tanti punti di vista, per gli sconvolgimenti geopolitici, per la domanda che comunque subisce delle frequenti fluttuazioni non sempre prevedibili", conclude.  
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