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Mantovani (Manageritalia): “Executive professional centrali per trasformazioni mondo”

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Roma, 12 dic. (Adnkronos/Labitalia) – “Sono davvero felice di vedere lo sviluppo di un percorso iniziato insieme diversi anni fa. Io ho creduto fin dall’inizio nella creazione di un contenitore specifico per le professionalità e le aspirazioni degli executive professional e ho lavorato insieme a Carlo Romanelli in maniera convinta per creare questa identità”. Così il presidente di Manageritalia, Mario Mantovani, intervenendo alla seconda assemblea di Manageritalia Executive Professional.

“Sull’identità di Manageritalia credo che ci sia un’espressione che la rappresenta in materia compiuta che è quella di un’indentità plurale”, ha spiegato Mantovani.

“L’intuizione di aggregare -ha continuato Mantovani- anche executive professional ai quadri racconta il desiderio di esprimere rappresentanza in forma più ampia non fermandoci ai titoli, e dobbiamo continuare così per dare il nostro impatto sulla società italiana, valorizzando le differenze e in questo executive professional è un momento chiave per intercettare le trasformazioni nel mondo del lavoro”, ha continuato Mantovani.

“La professionalità -ha continuato- è destinata a trasformarsi nel tempo, non possiamo essere ingabbiati in uno stereotipo ci mestiere che rischia di ingabbiarci. Mostrare nei fatti che riusciamo a costruire un’identità e a fare delle azioni. E per farlo abbiamo deciso di mettere in campo delle organizzazioni”, ha continuato Mantovani.

L’obiettivo deve essere quello di “non innamorarci molto delle scatole ma puntare a raggiungere degli obiettivi. Quello di oggi è un inizio, ma ne avremo anche degli altri, come ci saranno anche dei passi indietro, come ci sono sempre stati. Dobbiamo seguire la strada dei fondatori della nostra organizzazione che nel dopoguerra avevano una visione, un’idea, un progetto, che sapevano sarebbe stata realizzata dalle generazioni successive”, ha spiegato Mantovani.

“Abbiamo -ha rimarcato- un’identità partecipata e una grande visione comune, e dobbiamo essere consapevoli delle differenze che ci sono tra di noi. Tutte differenze che dobbiamo apprezzare e anche accettare”, ha spiegato.

Lavoro subordinato e autonomo “credo che siano definizioni obsolete ma sono radicate nell’ordinamento, orientando anche ad esempio il trattamento fiscale. Ma sono convinto che questo sistema vada superato. Va superato nella direzione di estendere in modo universale a tutti tutele e strumenti di welfare”, ha detto.

Ma per Mantovani il “modello non può essere quello di trasformare tutti i manager in individui che contrattano in modo individuale il loro contratto, la loro prestazione, e si ‘pagano’ le loro prestazioni di welfare. Ciò che abbiamo costruito nell’alveo del lavoro subordinato va adattato, reso più flessibile e adatto a varietà di lavoro che prevedono retribuzioni molto più variabili del passato”.

In questa “scommessa -ha sottolineato Mantovani-troviamo una parte importante dell’identità di Manageritalia con le più anime, che sono quelle dei dirigenti con contratto nazionale di lavoro e i professionisti che invece lavorano a stretto contratto con modalità simili ma non sono per ragioni differenti inquadrati con il contratto nazionale di lavoro. Credo che sia arrivato il momento di fare un passo avanti da questo punto di vista”, ha concluso.

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