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Manovra, i nodi delle possibili modifiche: oggi nuovo setaccio poi vertice maggioranza

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(Adnkronos) – Settimana decisiva per le modifiche alla manovra che passeranno al voto della commissione Bilancio del Senato possibilmente dalla prossima settimana. Oggi con le ammissibilità è attesa una nuova scrematura delle 414 proposte segnalate dai partiti, poi tra mercoledì e giovedì, al rientro della premier Giorgia Meloni dal G20 in Sudafrica, è in programma un altro vertice di maggioranza (il terzo) sulle proposte e relative coperture, visto il paletto invalicabile dei 'saldi invariati'. Dunque ogni modifica andrà finanziata con corrispondenti riduzioni di altre poste o gettito aggiuntivo. Nonostante il pressing della Lega, sembra decaduta l'ipotesi trapelata nei giorni scorsi di un ulteriore rialzo dell'Irap alle banche: a ogni modo entro questa settimana la maggioranza è chiamata a trovare la quadra per consentire l'avvio del voto in commissione a Palazzo Madama dal 3 dicembre prossimo. Una tabella di marcia che lascerebbe meno di un mese di tempo per il via libero definitivo al ddl di Bilancio da 18,7 miliardi da parte di entrambe le Camere, via libera che deve arrivare entro il 31 dicembre, per evitare l’esercizio provvisorio. Intanto il governo, e il Mef in particolare, venerdì hanno incassato il rialzo del rating da parte di Moody's dopo 23 anni, promozione che legittima ulteriormente la politica di bilancio prudente e responsabile perseguita dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. 
I nodi delle possibili modifiche alla Finanziaria intanto restano ancora tutti sul tavolo: il rialzo delle tasse sugli affitti brevi, la tassa sui dividendi, le pensioni, la possibile estensione della rottamazione 5, i condoni edilizi, tra gli altri. Dai banchi dell'opposizione oggi arriva un nuovo allarme per la sanità: "Dopo 15 anni di sottofinanziamento, i 6,3 miliardi in più previsti in manovra non bastano neppure a coprire i fabbisogni minimi del nostro servizio sanitario nazionale", avverte la senatrice dem Beatrice Lorenzin. . Intanto, sul fronte coperture, fonti vicine al dossier danno in salita le quotazioni del progetto di tassare al 12,5% l'oro investito per favorire l'emersione di lingotti e monete detenute nei caveau. La stima di gettito sarebbe però ben più bassa del target di 1,6-2 miliardi ipotizzato nella relazione tecnica, e potrebbe fermarsi intorno ad alcune centinaia di milioni.  Tra gli altri balzelli per reperire risorse anche la tassa contro l'ultra fast fashion cinese che prevede un contributo di 2 euro sui pacchi in entrata da paesi extra-Ue con beni entro i 150 euro; l'incremento della tassazione sulle transazioni finanziarie dallo 0,2 allo 0,3% nel 2026. Sugli affitti brevi un'ipotesi di compromesso nella maggioranza potrebbe essere di limitare il rialzo dell'aliquota al 26% su chi svolge una attività a tempo piano con più di tre immobili.  
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