Mafia: Pg Caltanissetta Sava, ‘Rianalizzare i reperti ritrovati sui luoghi delle stragi del ‘92’ (3)

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(Adnkronos) – “I due anni che mancano al trentesimo anniversario delle stragi mafiose – dice Lia Sava – devono essere gli anni per tirare le somme e provare a fare ulteriori accertamenti conseguenti ad una rilettura globale”.

“Il dato più importante è che andare a fare una rivisitazione di tutto quello che si è fatto potrebbe fare scoprire che determinati accertamenti che erano stati fatti, ad esempio, 15 anni fa, adesso potrebbero essere riapprofonditi alla luce di nuove conoscenze scientifiche – dice Lia Sava – Basti pensare ai reperti trovati a 60 metri dal cantiere di Capaci, che vennero sequestrati subito dopo la strage. Noi, nel 2013, al mio arrivo come procuratore aggiunto a Caltanissetta, facemmo una scommessa. Io dissi ‘Prendiamo questi reperti e proviamo a vedere se le conoscenze scientifiche ci consentono oggi di capire qualcosa in più’. Ed è stato così. Ad esempio, si è aperta la maglia nota della presenza del Dna femminile su uno di questi reperti. Cose che la Dda nissena sta tuttora verificando. Fu una scommessa ma ci ha permesso di aprire nuove piste investigative”.

“Potremmo andare a rileggere, ad esempio, determinate intercettazioni, fatte anche in altri contesti investigativi che, alla luce di quello che sappiamo oggi, potrebbero dirci qualcosa in più e fornirci indicazioni su ‘elementi oscuri’ sulle stragi. Un nome, ad esempio, contenuto in un vecchio rapporto e che 20 anni fa non significava nulla, riletto oggi potrebbe costituire riscontro a piste investigative successive”, dice.E ricorda quando nel 2000 l’allora Procuratore di Palermo Pietro Grasso, poi diventato Presidente del Senato, “mi diede da rileggere un bel numero di faldoni, oltre 140 faldoni di dichiarazioni del collaboratore Brusca, rese in un fascicolo ignoti. Formammo un piccolo gruppo di lavoro e io venni affiancata da personale di polizia giudiziaria e da analisti informatici dedicati a questo. E siamo riusciti a tirare fuori 957 notizie di reato, gli autori di svariati omicidi, iscrizioni per 416 bis di una serie di soggetti di grande interesse investigativo. Avevamo tutto negli archivi e non lo sapevamo, era semplicemente mancato il lavoro di incrocio, il lavoro sinergico”.

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