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Mafia: l’autodifesa di Lombardo, ‘ristabilire la verità, ho sempre combattuto i boss’/Adnkronos (2)

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(Adnkronos) – Lo scorso due febbraio, al termine della lunga requisitoria, la Procura generale di Catania, rappresentata da Sabrina Gambino, oggi Procuratrice a Siracusa, e Agata Santonocito, aveva chiesto la condanna a sette anni e 4 mesi di carcere. Oggi è presente solo una delle due rappresentanti dell’accusa, Agata Santonocito, mentre è assente Gambino, impegnata a Siracusa nell’inchiesta sulla morte di Stefano Paternò, il militare deceduto poche ore dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca.

Il nuovo processo di appello scaturisce dalla decisione della Corte della Cassazione di annullare nel 2018, con rinvio, la sentenza del procedimento di secondo grado, emessa l’anno prima, che era terminata con l’assoluzione di Lombardo dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e la condanna a due anni – pena sospesa – per corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso, ma senza intimidazione e violenza. Una sentenza, quella di secondo grado, che a sua volta aveva riformato quella emessa il 19 febbraio 2014, col rito abbreviato, dal Gup Marina Rizza che lo aveva condannato a sei anni e otto mesi per concorso esterno all’associazione. Lombardo alla fine della requisitoria dopo avere sentito la richiesta dell’accusa, aveva detto: “Assurda, assurda, semplicemente assurda questa richiesta di pena a sette anni e quattro mesi”.

Nel corso delle dichiarazioni spontanee, davanti alla seconda sezione penale della Corte d’appello di Catania, presieduta da Rosa Anna Castagnola, l’ex Presidente della Regione siciliana, parlando della sua lotta contro l’eolico e gli interessi di Cosa nostra, ha voluto ricordare un convegno che si tenne nel 2009 alla presenza dell’ex Presidente francese Valéry Giscard d’Estaing. “Tutte le procure della Sicilia si sono occupate di infiltrazioni mafiose nei parchi eolici – dice Raffaele Lombardo – dai boss Matteo Messina Denaro ai Lo Piccolo”. E ricorda l’indagine ‘Iblis’ di Catania con il “regista Vito Nicastri, ritenuto il ‘re dell’eolico’ e di cui abbiamo sentito parlare anche di recente in altre inchieste giudiziarie”. Nel convegno del 2009, quando Lombardo era ancora Presidente della Regione siciliana, “si parlò di un no definitivo” per l’eolico “un danno enorme all’organizzazione criminale”. In quella occasione, nel convegno di villa Malfitano, sul tema ‘Il paesaggio sotto attacco. La questione eolica’, parteciparono anche l’allora Presidente di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, il presidente onorario di Mountain Wilderness Italia, Carlo Alberto Pinelli, il presidente degli Amici della Terra Rosa Filippini e il critico d’arte, nonché l’allora sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi.

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