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Mafia: giudici, ‘ex Procuratore Giammanco mortificò storia professionale Borsellino’

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Palermo, 6 apr. (Adnkronos) – L’ex Procuratore di Palermo Pietro Giammanco “mortificò la storia professionale” di Paolo Borsellino “imbrigliandone le iniziative investigative”. “Si pensi alla circostanza che egli aveva impedito a Borsellino di sentire Buscetta dopo l’omicidio Lima, e che non gli conferì la delega a indagare su Palermo fino alla mattina del 19 luglio del 1992”. Lo scrivono i giudici di Caltanissetta nelle motivazioni della sentenza del processo sul depistaggio, che vedeva alla sbarra tre poliziotti accusati di concorso in calunnia aggravata dall’avere favorito la mafia. Il 12 luglio del 2022 il Tribunale di Caltanissetta aveva dichiarato prescritte le accuse contestate a Mario Bo e Fabrizio Mattei, due dei tre poliziotti accusati di avere depistato le indagini sulla strage di via D’Amelio costata la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della scorta. Assolto il terzo imputato, Michele Ribaudo. Il venire meno dell’aggravante ha determinato la prescrizione del reato di calunnia. Oggi, a distanza di dieci mesi, sono state depositate in cancelleria le motivazioni, lunghe quasi 1.434 pagine. “Inoltre la sua figura – scrivono i giudici . non può non legarsi alla certamente inadeguata protezione di Paolo Borsellino”.