Mafia: depistaggio Borsellino, giudici, ‘da poliziotti testi in aula ‘amnesie’ e smentite’
Palermo, 6 apr. (Adnkronos) – “Non può in alcun modo essere sottaciuta e merita, anzi, di essere ben sottolineata, l’obiettiva ritrosia di molti soggetti escussi a rendere testimonianze integralmente genuine che potessero consentire una ricostruzione processuale dei fatti che fosse il più possibile vicina alla realtà di quegli accadimenti”. A dirlo sono i giudici del processo sul depistaggio Borsellino nelle motivazioni della sentenza. “Tra ‘amnesie’ generalizzate di molti soggetti appartenenti alle istituzioni, soprattutto componenti del Gruppo Falcone e Borsellino della Polizia di Stato – dicono i giudici – e dichiarazioni testimoniali palesemente smentite da risultanze oggettive e da inspiegabili incongruenze logiche, l’accertamento istruttorio sconta gli inevitabili limiti derivanti dal velo di reticenza cucito da diverse fonti dichiarative, rispetto alle quali si profila problematico e insoddisfacente il riscontro incrociato”.
