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Lirica: Trespidi, ‘a Verona immagini kolossal, non rinunciamo a grandiosità Arena’

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Milano, 25 giu. (Adnkronos) – “Vedremo immagini da kolossal, non rinunciamo per nulla alla grandiosità dell’Arena”. Regista, vicedirettore artistico, se c’è una persona che all’Arena di Verona riesce a fare tutto, e bene, da oltre 30 anni è Stefano Trespidi. Già collaboratore di Franco Zeffirelli, dal 2018 braccio destro della sovrintendente Cecilia Gasdia, Trespidi è l’uomo d’oro del festival lirico veronese, la mente delle scenografie che stasera daranno il via alla stagione operistica con ‘Cavalleria rusticana’ e ‘Pagliacci’. Per la prima volta, grazie alla collaborazione con D-Wok, l’Arena unirà tecnologia, cinema e arte, con 400 mq di ledwall posizionati sullo sfondo che faranno da scenografia agli spettacoli, assieme agli allestimenti tradizionali.

“Avremo una stagione molto particolare, che sarà unica ed eccezionale – spiega Trespidi all’Adnkronos -. Questa stagione è stata determinata, come stimolo e spinta, dall’emergenza sanitaria ma la vera sfida è stata rispettare i paletti delle norme sanitarie senza farlo vedere in scena”. Gli allestimenti più leggeri e tecnologici vedranno l’utilizzo di video proiezioni, una strada che potrebbe far aprire nuovi scenari anche in futuro: “Quali saranno gli sviluppi non lo sappiamo – osserva Trespidi – non sappiamo cosa germoglierà, ci vuole del tempo. Vedremo tra qualche anno questi nuovi stimoli quali risultati ci porteranno, dipende anche dal pubblico e dagli addetti ai lavori”.

Cambiare la cifra stilistica improvvisamente, del resto “non è nelle nostre corde – sottolinea ancora Trespidi -. La vera cifra non è la presenza del ledwall e delle proiezioni ma quello che metteremo sul ledwall, il contesto nel quale si inseriranno le immagini. Parlo di costumi, regia, cantanti, pubblico”. Anche stavolta si può dire che l’opera a Verona sarà un successo di squadra. “Abbiamo vissuto la partecipazione straordinaria di tutti i lavoratori di Fondazione Arena – rimarca Trespidi -. Tutti hanno dato un valore aggiunto a questo prodotto, mettendosi anima e cuore”.

Tra le prime urgenze dopo la pandemia “abbiamo dovuto gestire quella dei protocolli sanitari per il palcoscenico e l’ingresso del pubblico – spiega ancora il vicedirettore artistico – ma anche la buca dell’orchestra è stata rimodellata sulla base di queste esigenze”. La scommessa iniziale, però, è stata vinta. “Puntiamo sul binomio tradizione-innovazione – ammette Trespidi – che si fondono in un disegno artistico e creativo omogeneo, è questa la formula vincente”.

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