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**Letteratura: addio a Lia Secci, germanista che fece conoscere Grass**

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Roma, 19 mag. – (Adnkronos) – La storica della letteratura tedesca Lia Secci, germanista di fama a cui si deve la traduzione di “Il tamburo di latta” di Günter Grass (Feltrinelli, 1962), è morta all’età di 88 anni in Sardegna, dove viveva da qualche tempo. La notizia della scomparsa, a funerali avvenuti, si è appresa nell’ambito dei germanisti delle università romane.

Nata a Genova il 30 gennaio 1933, Secci si laureò in filologia classica presso l’Ateneo del capoluogo ligure, trascorse quindi cinque anni presso l’Università di Heidelberg come lettrice di italiano; qui partecipò attivamente ai movimenti del ’68. Le sue pubblicazioni riguardano in particolare il teatro tedesco espressionista e contemporaneo, il mito greco nell’arte moderna, l’opera di Heinrich Heine, la ricezione di Richard Wagner e la problematica dell’emancipazione femminile nella letteratura tedesca dal Settecento a oggi, ambito questo cui ha dedicato studi pionieristici.

Tra i suoi libri figurano: “Il mito greco nel teatro tedesco espressionista” (Bulzoni Editore, 1969); “La valigia di Heidelberg. Tendenze della narrativa nell’altra Germania” (con Paolo Chiarini, Editori Riuniti, 1987);”Dal salotto al partito. Scrittrici tedesche tra la rivoluzione borghese e il diritto di voto (1848-1918)” (Savelli, 1982; Artemide, 2007); “Il mito di Ifigenia da Euripide al Novecento” (Artemide, 2008); “Il teatro di Elfriede Jelinek in Italia” (Aracne, 2011); “Femmineo eterno: quarant’anni di germanistica dalla parte di lei” (Artemide, 2015). Ha tradotto dal tedesco numerosi libri, tra cui “Edipo vince a Stalingrado” di Gregor von Rezzori (Mondadori, 1964), “L’altra parte. Un romanzo fantastico” di Alfred Kubin (Adelphi, 1965). “Gli dei in esilio” di Heinrich Heine (Adelphi, 1978).

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