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L.elettorale: simulazione per SkyTg24, ‘grande centro decisivo con il proporzionale’ (2)

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(Adnkronos) – (Adnkronos) – Nello scenario B, simulato sempre col ‘Rosatellum’, i tre schieramenti in campo sono l’asse sovranista (FdI e Lega), i giallo-rossi e un polo centrista “largo” composto da Italia Viva, Azione, +Europa, Coraggio Italia e Forza Italia. In questo caso nessuna coalizione avrebbe numeri sufficienti per governare in autonomia, anche se i giallo-rossi, con 194 seggi a Montecitorio e 99 a Palazzo Madama, avrebbero la maggioranza relativa in entrambe le assemblee, mentre Lega e FdI si fermerebbero a 153 deputati e 74 senatori. Con un ‘grande centro’ in campo, quindi l’attuale legge elettorale consegnerebbe una situazione di ingovernabilità.

Cosa accadrebbe, invece, se la legge elettorale dovesse mutare in senso puramente proporzionale, con uno sbarramento intorno al 4% per ogni lista come alle europee? La vittoria andrebbe a Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, che insieme totalizzerebbero 209 seggi a Montecitorio e 105 a Palazzo Madama. Se però consideriamo, sempre con il proporzionale, un listone unico di centro comprendente IV, Azione, +Europa, Coraggio Italia e Forza Italia (scenario F), nessuno schieramento avrebbe la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, e proprio questo centro “largo” sarebbe decisivo per la formazione di una maggioranza di governo.

Sono state infine fatte delle simulazioni con un quadro di alleanze diverso, applicando l’attuale legge elettorale: una corsa in solitaria del Movimento 5 Stelle, proprio come nel 2018, in caso di voto col ‘Rosatellum’ andrebbe oggi a tutto vantaggio del centrodestra, che arriverebbe a ottenere circa il 60% dei seggi in entrambi i rami del Parlamento (238 alla Camera e 120 al Senato). Al contrario, nell’ultimo scenario simulato con la legge elettorale attuale, a vincere sarebbe un campo largo che va dal PD al Movimento 5 Stelle e comprendente anche Renzi, Calenda, Bonino e le forze di sinistra. Questo blocco riuscirebbe infatti a prevalere contro il centrodestra, ottenendo 205 seggi alla Camera e 103 al Senato (contro, rispettivamente, i 184 e i 91 del centrodestra).

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