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Italiani attenti alla sostenibilità degli alimenti, ma serve più chiarezza

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Roma, 3 giu. – (Adnkronos) – Italiani attenti all’impatto che la propria spesa alimentare può avere sull’ambiente, e anche pronti a cambiare abitudini per fare la propria parte. Ma il prezzo dei prodotti ‘green’ è valutato ancora troppo alto e c’è una generale richiesta di maggiore chiarezza in etichetta. E’ quanto emerge da un’indagine condotta con il coordinamento del Beuc in 11 Paesi Ue e realizzata in Italia da Altroconsumo, che ha coinvolto, complessivamente un campione di 1.025 individui tra i 18 e i 74 anni.

Secondo l’indagine Altroconsumo, gli italiani si mostrano fortemente propensi ad adottare comportamenti che contribuiscano alla salvaguardia del pianeta. Infatti, ben il 76% dei soggetti dichiara di fare attenzione all’impatto ambientale delle proprie scelte alimentari, e il 68% sostiene di essere disposto a cambiare le abitudini sbagliate favorendo comportamenti più green.

Due italiani su 3 sarebbero disposti ad acquistare solo frutta e verdura di stagione, mentre il 55% acquisterebbe più verdura e prodotti a base vegetale. Il 29% degli intervistati spenderebbe di più per alimenti sostenibili.

I presupposti sono positivi, ma quando si tratta di passare all’azione in quanti confermano le buone intenzioni dichiarate? Prendendo come esempio il consumo di carne rossa – la cui produzione impatta fortemente sull’ambiente – risulta che il 7% ha smesso di mangiarla e il 45% ne ha ridotto il consumo per motivi ambientali, al contrario il 21% non ne ha ridotto il consumo né ha intenzione di farlo.

Altroconsumo ha, inoltre, indagato su quali siano le motivazioni per cui molte persone ancora non adottano comportamenti green quando si tratta di alimentazione. Tre i problemi principali: i prodotti più sostenibili hanno un costo maggiore (44%), le etichette sulle confezioni non sono chiare riguardo ai metodi di produzione e l’origine della materia prima (41%), e per il 39% degli intervistati mancano informazioni sul tema.

Per il 66% degli intervistati è cruciale l’obbligo di utilizzo sulle confezioni di un’etichetta chiara sulla sostenibilità dei prodotti alimentari.

Il 62% degli intervistati reputa necessario dare incentivi agli allevatori e agli agricoltori per produrre in maniera più green. Importante anche agire sui processi produttivi in sé: il 55% dei soggetti richiede l’introduzione di norme sulla sostenibilità più rigide per i produttori. Infine, il 38% propone di tassare maggiormente gli alimenti poco green.

Per ottenere un cambiamento impattante nei comportamenti delle persone – sottolinea Altroconsumo – sarebbe importante un’azione concreta da parte di governi e Unione Europea attraverso campagne di promozione di un’alimentazione sana e sostenibile, una politica agricola che incentivi la produzione alimentare sostenibile e offra sussidi, e una politica commerciale che tuteli la sostenibilità garantendo prezzi accessibili e anche un’ampia offerta.

Con questa indagine, Altroconsumo rinnova il suo impegno nel campo della sostenibilità ambientale, tema che occupa da sempre un posto di rilievo nelle sue battaglie a difesa del consumatore e del consumo informato e responsabile.

Lo scorso marzo, Altroconsumo ha presentato il suo primo Manifesto green: un documento che racchiude anni di impegno per la sostenibilità del pianeta, toccando temi come economia circolare, spreco alimentare, mobilità, acqua potabile, energia, salute, finanza sostenibile e lotta al greenwashing (impegno ambientale di facciata), fino alla denuncia delle fake news.

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