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Israele bombarda Libano, Iran valuta stop alla tregua

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(Adnkronos) –
La tregua è appena iniziata e già vacilla. Se Iran e Stati Uniti hanno deposto le armi per il cessate il fuoco di 15 giorni, Israele prosegue i raid in Libano. A meno di 24 ore dalla fumata bianca, Teheran starebbe valutando di ritirarsi dal cessate il fuoco, come riferisce l'agenzia di stampa iraniana Fars, citando una fonte informata. Il quadro asimmetrico in Medio Oriente rischia di sfaldarsi dopo l'intesa raggiunta nella notte tra 7 e 8 aprile. L'accordo tra Donald Trump e la Repubblica islamica, ottenuto con la mediazione del Pakistan, nasce con 'vulnus': Israele non ritiene che vada applicato al Libano e gli attacchi ordinati dal premier Benjamin Netanyahu continuano. Il rischio è un rapido effetto a catena. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il capo dell'Esercito pakistano, il generale Asim Munir, per discutere "delle violazioni del cessate il fuoco" da parte di Israele "in Iran e Libano".  Secondo quanto riportato dai media iraniani e da Al Jazeera, che citano funzionari iraniani e fonti ben informate, Teheran sarebbe pronta a ritirarsi dal cessate il fuoco e a reagire ai bombardamenti israeliani sul Libano. "L'Iran si ritirerà dall'accordo se Israele continuerà a violare il cessate il fuoco con i suoi attacchi al Libano", ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte ben informata. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno intanto promesso su Telegram di "punire Israele per le atrocità commesse in Libano e per la violazione del cessate il fuoco". Il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif ha affermato che il cessate il fuoco si applica "ovunque", Libano compreso. Israele, tuttavia, ha insistito sul fatto che il Libano non è incluso nel cessate il fuoco e l'esercito israeliano ha dichiarato di aver condotto oggi il suo "più grande attacco coordinato in Libano". "In seguito alla violazione, da parte di Israele, del cessate il fuoco in Libano e contro Hezbollah, l'Iran si sta preparando a condurre operazioni contro le posizioni militari in Israele", dice una fonte della sicurezza dell'Iran citata dall'agenzia di stampa Fars. "A Teheran si sta diffondendo la convinzione che i continui attacchi, nonostante l'accordo, siano un segno dell'incapacità degli Stati Uniti di controllare Netanyahu o che Israele abbia ottenuto libertà d'azione dal Comando Centrale degli Stati Uniti", prosegue la fonte. 
La seconda ipotesi appare fondata, a giudicare dalle parole di Trump alla Pbs. Gli attacchi di Israele in Libano sono definiti "scaramucce separate, non incluse" nell'accordo per il cessate il fuoco. "Sì, non erano incluse nell'intesa", dice il presidente americano. Il motivo? "A causa di Hezbollah. Non erano inclusi nell'accordo. Ci occuperemo anche di questo, va bene così", dice liquidando la questione che, in realtà, è prioritaria per Teheran. Se il cessate il fuoco in vigore viene violato, "il regime sionista ne sarà responsabile e puniremo l'aggressore. La calma derivata dalla riapertura guidata dello Stretto di Hormuz finirà rapidamente", avverte un funzionario di alto rango della sicurezza iraniana a Press Tv a condizione di anonimato. Il mondo sta assistendo alla violazione "da parte del regime sionista" di un cessate il fuoco "fragile e temporaneo", prosegue il funzionario, sottolineando che l'Iran "potrebbe passare in qualsiasi momento a una difesa su larga scala". Tel Aviv "sta aumentando il costo dell'accordo per gli Stati Uniti. Ora è il momento che il Paese mediatore intervenga e metta questo regime aggressivo al suo posto". 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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