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Iran-Usa, trattativa in bilico: i post di Trump irritano Teheran e complicano intesa

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(Adnkronos) – Un accordo per chiudere la guerra tra Stati Uniti e Iran sembrava a portata di mano la scorsa settimana, ma la trattativa è tornata in bilico anche a causa di alcune uscite pubbliche e dei post sui social del presidente Donald Trump, che hanno finito per irritare Teheran e raffreddare l'ottimismo.  Secondo ricostruzioni della Cnn, Trump avrebbe fatto ciò che i suoi collaboratori gli avrebbero sconsigliato: intervenire pubblicamente mentre i negoziati erano ancora in corso. Il presidente ha commentato le trattative sui social e ha parlato direttamente con diversi giornalisti, proprio mentre mediatori pakistani aggiornavano Washington sugli incontri in corso con le controparti iraniane a Teheran. In una serie di interviste, Trump ha affermato che l'Iran avrebbe accettato una serie di condizioni chiave, tra cui la consegna dell'uranio arricchito, delineando di fatto un'intesa non ancora formalizzata. Il presidente inoltre ha dichiarato, in colloqui con Bloomberg, che Teheran avrebbe accettato una sospensione "illimitata" del programma nucleare e, in un'intervista ad Axios, ha indicato la possibilità di un incontro "nel fine settimana", sostenendo che un accordo sarebbe potuto arrivare "entro un paio di giorni". Fonti vicine al dossier hanno però precisato che molte delle intese citate dal presidente non sono state ancora definite nei negoziati. Un funzionario coinvolto nei colloqui ha riferito che "gli iraniani non hanno apprezzato il fatto che il presidente negoziasse tramite i social, dando l'impressione di accordi già chiusi su punti ancora aperti e politicamente sensibili", aggiungendo che Teheran è particolarmente attenta a non apparire debole sul piano interno. 
Sul piano negoziale le distanze restano significative. Gli Stati Uniti hanno fissato una serie di linee rosse, tra cui lo stop all'arricchimento dell'uranio e la consegna delle scorte più vicine alla soglia per uso militare. L'Iran, dal canto suo, insiste per mantenere il controllo sul proprio programma nucleare e sullo Stretto di Hormuz, chiedendo al tempo stesso un alleggerimento delle sanzioni economiche. Le trattative hanno anche evidenziato proposte divergenti sulla durata di un eventuale congelamento del programma nucleare: Washington avrebbe avanzato l'ipotesi di uno stop fino a 20 anni, mentre Teheran avrebbe risposto con una proposta più breve, fino a cinque anni, poi ampliata in successive bozze fino a 10 anni con limiti progressivi all'arricchimento. Trump, tuttavia, ha ribadito di escludere qualsiasi arricchimento per un periodo indefinito, respingendo anche l'ipotesi di un congelamento per 20 anni. 
—internazionale/[email protected] (Web Info)

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