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Inflazione: Istat, ad aprile accelera a +0,4% su mese e +1,1% su anno

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Roma, 17 mag. – (Adnkronos) – Per aprile l’Istat conferma la stima preliminare di una accelerazione dell’inflazione con un indice nazionale dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, in aumento dello 0,4% su base mensile e dell’1,1% su base annua (da +0,8% di marzo). L’accelerazione tendenziale dell’inflazione – spiega l’istituto di statistica – “si deve essenzialmente ai prezzi dei Beni energetici, la cui crescita passa da +0,4% di marzo a +9,8% a causa sia dei prezzi della componente regolamentata (che invertono la tendenza da -2,2% a +16,8%) sia di quelli della componente non regolamentata (che accelerano da +1,7% a +6,6%)”.

Questa crescita “è solo in parte compensata dall’inversione di tendenza dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +1,0% a -0,3%) e di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,2% a -0,7%)”. Invece rallentano l’ ‘inflazione di fondo’, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici portandosi entrambe a +0,3% (da +0,8% di marzo): si tratta – sottolinea l’Istat – di una discesa a un valore prossimo a quello di settembre 2020 (+0,2%, ma con un’inflazione generale negativa e pari a -0,6%).

Su base mensile l’aumento dell’indice generale – continua l’Istat – è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+3,6%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,4%), degli Energetici non regolamentati e degli Alimentari non lavorati (+1,0% per entrambi), solo in parte compensata dalla diminuzione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-1,2%). Commentando i risultati di aprile l’Istat sottolinea come l’accelerazione dei prezzi dei Beni energetici – che traina l’indice generale – “è dovuta, però, in buona misura, al confronto con aprile 2020, quando i prezzi di questa tipologia di prodotti, anche a causa dell’emergenza sanitaria, avevano subito una diminuzione marcata rispetto al mese precedente”.

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