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**Governo: Celotto, ‘senza fiducia piena si va verso esecutivo astensioni come Andreotti III’**

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Roma, 3 feb. (Adnkronos) – Sono molteplici i possibili scenari che potrebbero delinearsi al termine delle consultazioni per Mario Draghi, dopo che l’ex Presidente della Bce avrà sciolto negativamente o positivamente la riserva. “Nella prima ipotesi, Draghi non formerà il Governo e sarà Conte a restare in carica fino alle nuove elezioni; nella seconda Draghi proverà a strutturare l’esecutivo e farà giurare il Governo ‘nelle mani del Presidente della Repubblica’, come stabilito dall’articolo 93 della Costituzione. Quindi l’esecutivo resterà in carica fino al giuramento di quello successivo”. A parlare è il costituzionalista Alfonso Celotto che conversando con l’Adnkronos ricorda: “In caso di scioglimento positivo della riserva, nonché dopo la formazione ed il giuramento del nuovo governo, per Draghi sarà decisivo il passaggio in Parlamento. L’Italia potrebbe rivivere un Fanfani VI in caso di sfiducia o un Andreotti III, cioè un governo delle astensioni, se l’ex presidente della Bce non raggiungerà la fiducia piena”.

“Draghi – prosegue Celotto – dopo il confronto in Parlamento potrebbe non ottenere la fiducia, ma restare in carica o fino a un nuovo incarico per un nuovo governo come avvenne con il Governo Pella, l’ottavo esecutivo della Repubblica Italiana; oppure il suo governo potrebbe restare in carica fino alle elezioni come avvenne con il Fanfani VI”. Ed in caso di fiducia? “Sono due gli scenari: se è piena, Draghi governa; altrimenti zoppica ma, come avvenne con il Governo Andreotti III (primo della VII legislatura nel 1976), si regge sulle astensioni”. Il costituzionalista osserva: “Se si astenessero Lega e Fdi il Governo potrebbe reggere perché si abbasserebbe il quorum. Il governo delle astensioni è dunque una ipotesi possibile”.

“Io credo – conclude – che Draghi riuscirà a formare il Governo, non so se con la maggioranza piena o con le astensioni. Auspico da italiano che abbia la maggioranza piena. Oggi abbiamo registrato un meno 9 di spread per la sua grande credibilità. L’Italia ha bisogno di riforme profonde. Lo stato è in crisi, in molti versanti al collasso. Auspichiamo che questo governo le faccia”. (di Roberta Lanzara)

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