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Gesmundo (Coldiretti): “Il vino italiano schiacciato da 2 Bibbie di leggi”

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(Adnkronos) – “Il vino italiano è oggi imbrigliato in una selva normativa che non ha eguali in nessun altro comparto produttivo. Parliamo di quasi 2.000 pagine tra regolamenti, leggi e circolari, per un totale di oltre 1,5 milioni di parole: più del doppio della Bibbia. Significa che ogni giorno i nostri produttori devono fare i conti con una legislazione lunga due Bibbie solo per poter lavorare. È un paradosso che soffoca energia, investimenti e competitività”. Così il segretario generale Vincenzo Gesmundo ha aperto il convegno “Liberiamo il vino” in corso a Casa Coldiretti al Vinitaly moderato da Luciano Ferraro, vice direttore del Corriere della sera. Presenti tra gli altri Matteo Zoppas, Presidente Agenzia Ice, Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, Federico Bricolo, presidente Verona fiere ed Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti. 
“Liberare il vino da queste catene, dalla burocrazia eccessiva, dai dazi che penalizzano l’export, dalle etichette allarmistiche e da un impianto normativo spesso ideologico, – ha sottolineato Gesmundo – non è solo una battaglia di principio, ma una scelta economica precisa. Vuol dire restituire alle imprese capacità di crescita, innovazione e presenza sui mercati internazionali". "Se liberiamo il vino, liberiamo un valore concreto: fino a 1,6 miliardi di euro che possono tornare nelle tasche delle aziende, nei territori e nella filiera. Difendere il vino italiano oggi – ha aggiunto – significa difendere un pezzo fondamentale della nostra economia e della nostra identità, contro un sistema, messo in atto dall'Europa e dai suoi tecnocrati, che invece di accompagnare lo sviluppo continuano a ostacolarlo” ha concluso. 
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