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Gb: Moody’s, per costruttori auto da Brexit no deal danni maggiori di covid

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Roma, 21 ott. – (Adnkronos) – Una Brexit senza accordo – con il conseguente varo di dazi da parte dell’Ue, barriere commerciali e svalutazione della sterlina – non solo rappresenta una “ulteriore sfida per le case automobilistiche” britanniche in un momento in cui cercano di recuperare qualità e livelli di credito, ma “potrebbe avere un impatto negativo di lunga durata” superiore a quello della pandemia di coronavirus. E’ il giudizio formulato da Moody’s in un rapporto appena diffuso in cui sottolinea come “è improbabile che la limitata domanda interna possa compensare gli effetti negativi” di una rottura con l’Europa. Le case automobilistiche che operano nel Regno Unito dovranno mettere in atto piani di emergenza in caso di ‘Brexit no deal’ con interruzioni nella produzione e costi aggiuntivi: il tutto – ricorda l’agenzia – mentre dovranno affrontare l’impatto della riduzione della domanda a seguito della pandemia che nei prossimi 12-18 mesi avrà un effetto molto maggiore sui loro risultati finanziari.

“Lo scenario economico del Regno Unito è già incerto e una Brexit senza accordo non farebbe che esacerbare ulteriormente questo fenomeno, creando un ambiente più impegnativo per le case automobilistiche “, ha affermato Tobias Wagner, Vice President – Senior Credit Officer di Moody’s Investors Service. Fra le case automobilistiche britanniche a maggior rischio redditività, Jaguar Land Rover Automotive, Aston Martin Lagonda e McLaren, ma ‘rischiano’ anche marchi internazionali con BMW che sarebbe – secondo Moody’s – il produttore europeo più esposto a una Brexit senza accordo. Ma “in prima linea” – conclude il rapporto – anche Nissan, Toyota e Honda.

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