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Fisco: monito C.Conti, Irpef mosaico deformato e imbruttito, obiettivi chiari in riforma

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Roma, 5 feb. (Adnkronos) – L’Irpef è diventata negli anni un “mosaico” “deformato e imbruttito rispetto” al disegno originario. Inoltre, presenta anche problemi di equità, pesando maggiormente sul ceto medio. E’ quanto rileva il presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, in audizione davanti alle commissioni Finanze congiunte di Camera e Senato nel quadro dell’attività conoscitiva sulla riforma delll’Irpef.

“Dai tempi della sua introduzione nel sistema tributario italiano, l’Irpef ha oscillato tra il tentativo di conformarsi all’obiettivo originario di imposta sul reddito globale e la realizzazione di una modalità di tassazione caratterizzata da numerose eccezioni a quel criterio”, afferma. “Queste eccezioni – aggiunge – hanno portato progressivamente a una concentrazione quasi esclusiva del prelievo sui redditi da lavoro dipendente e pensione, evidenziando una serie di problematicità sia relativamente all’equità orizzontale, sia a quella verticale, molto sbilanciata sui redditi medi e con inefficienze legate all’andamento irregolare delle aliquote marginali effettive”. La revisione dell’Irpef dovrebbe essere preceduta, aggiunge, “da una chiara definizione degli obiettivi che con tale imposta si vogliono raggiungere e, conseguentemente, dalla scelta di un modello di riferimento che porti a rinvigorire l’opzione originaria per una base imponibile onnicomprensiva o, al contrario, a imboccare definitivamente quella della tassazione duale, ma in una logica di organicità e coerenza”.

Inoltre la stratificazione successiva “che ha contribuito, usando i termini di Cosciani nel 1975, a rendere l’Irpef un mosaico in cui taluni dei tasselli più importanti sono rovinati, così che il disegno originario ne esce deformato e imbruttito”aggiunge.

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