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Fed rialza tassi di 25 punti

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Roma, 22 mar. – (Adnkronos) – Con un voto all’unanimità il comitato di politica monetaria della Federal Reserve (Fomc) ha deciso di continuare con i rialzi dei tassi, ritoccando di 25 punti il tasso di riferimento e anticipando la possibilità di “un certo irrigidimento, adeguato per raggiungere una posizione sufficientemente restrittiva” così da riportare l’inflazione al 2%.

“Il sistema bancario statunitense è solido e resiliente” anche se “è probabile che i recenti sviluppi si traducano in condizioni di credito più restrittive per le famiglie e le imprese e pesino sull’attività economica, sulle assunzioni e sull’inflazione” scrive il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, nel documento conclusivo della riunione. Il comitato segnala comunque che “l’entità di questi effetti è incerta” e ribadisce di restare “molto attento ai rischi di inflazione”.

Nello scenario incerto aperto dalle ultime tensioni bancarie e da un’inflazione più ‘tenace’ il Fomc ha rivisto le proprie stime per il triennio 2023-25. Per l’anno in corso la previsione media di crescita del Pil viene abbassata a +0,4% (era +0,5% a dicembre) mentre l’inflazione ‘core’ (cioè depurata da prodotti energetici e alimentari) viene rialzata di 0,1 punti al 3,6%. Quanto ai prezzi al consumo generali l’andamento è rivisto al rialzo di 0,2 punti al 3,3% mentre il tasso di disoccupazione viene ulteriormente abbassato al 4,5%. Per il 2024 i dati di Pil, inflazione core e disoccupazione sono rispettivamente +1,2% (0,4 punti su dicembre), 2,6 e 4,6%. Quanto al livello dei tassi, la maggior parte dei membri del Fomc ‘vede’ solo un altro rialzo di 25 punti, che porterebbe il range fra 5 e 5,25%. Mentre per il 2024 la gran parte dei partecipanti stima un netto calo, in media di 75 punti.

POWELL – “Nelle ultime due settimane sono emerse gravi difficoltà in un numero ristretto di banche – ha detto il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, in conferenza stampa – La storia ha dimostrato che problemi bancari isolati, se non affrontati, possono minare la fiducia verso le banche sane e minacciare la capacità del sistema bancario nel suo insieme di svolgere il suo ruolo vitale nel sostenere il fabbisogno di risparmio e credito di famiglie e imprese. Ecco perché in risposta a questi eventi, la Federal Reserve, in collaborazione con il Dipartimento del Tesoro e la FDIC, ha intrapreso azioni decisive per presentare l’economia statunitense e rafforzare la fiducia del pubblico nel nostro sistema bancario. Queste azioni dimostrano che tutti i risparmi dei depositanti nel sistema bancario sono al sicuro”.

“Dalla nostra precedente riunione del Fomc gli indicatori economici sono stati generalmente più forti del previsto, mostrando un maggiore slancio nell’attività economica e nell’inflazione. Riteniamo, tuttavia, che gli eventi nel sistema bancario delle ultime due settimane potrebbero tradursi in condizioni di credito più restrittive per le famiglie e le imprese, che a loro volta influenzerebbero i risultati economici. È troppo presto per determinare l’entità di questi effetti e troppo presto per dire come dovrebbe rispondere la politica monetaria – ha spiegato – Pertanto non affermiamo più di prevedere che gli aumenti dei tassi in corso saranno appropriati per sedare l’inflazione. Invece, ora prevediamo che un ulteriore rafforzamento della politica potrebbe essere appropriato” in questo scenario incerto.

Quanto all’economia statunitense, “ha rallentato significativamente lo scorso anno ma la spesa dei consumatori sembra essere aumentata in questo trimestre. Al contrario, l’attività nel settore immobiliare rimane debole, in gran parte riflettendo elevati tassi ipotecari. Anche l’aumento dei tassi di interesse e il rallentamento della crescita della produzione sembrano pesare sugli investimenti fissi delle imprese” ha affermato Powell.

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