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Famiglia giovane medico ucciso: “Assoluzioni una vergogna”

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(Adnkronos) – "E' una vergogna. Si tratta di un chiaro fallimento. Un fallimento che non riguarda noi, la famiglia di Aldo. Anzi, alla fine noi abbiamo vinto. Perché? Perché nei quasi 11 anni nel corso dei quali si è svolta la vicenda processuale del nostro Aldo abbiamo fatto il possibile e l’impossibile per fornire tutto ciò che serviva per giungere ad una giusta sentenza di condanna. Ma quella che è mancata e’ stata proprio solo la condanna". A parlare sono i familiari di Aldo Naro, il giovane medico ucciso in una discoteca, quasi undici anni fa. Per la prima sezione della Corte d’Assise di Palermo oltre ad Andrea Balsano, che all’epoca era minorenne, non ci sono altri colpevoli. Dopo sette ore di camera di consiglio, ieri sera, è arrivato il verdetto: assoluzione perché il fatto non sussiste per Gabriele Citarrella, Francesco Troia e Pietro Covello. I tre, all’epoca buttafuori del locale, erano accusati di aver colpito il giovane mentre era già a terra, aggravando le lesioni che ne causarono la morte. Per la morte di Naro era già stato condannato a dieci anni un altro buttafuori, minorenne all’epoca dei fatti, riconosciuto come autore materiale delle percosse mortali.  La nuova indagine era stata riaperta su istanza dei genitori della vittima. "Abbiamo fatto indagini, attivato i nostri periti per avere le loro determinanti consulenze, siamo arrivati a consentire la esumazione del suo corpo per ripetere gli esami che il misterioso “smarrimento“ della TAC cranio fatta ad Aldo nella immediatezza dell’omicidio avevano reso nuovamente necessari- dicono i genitori e la sorella -Abbiamo sofferto ad ogni udienza per affermare verità abbaglianti che chi di dovere non riusciva a vedere". "Abbiamo dovuto prendere atto alle loro assurde richieste di archiviazione mentre fatti e circostanze urlavano la necessità di andare avanti nell’ accertamento delle responsabilità che si evidenziavano, anche con l’ammissione della partecipazione ai pestaggi di Aldo di qualche indagato- aggiungono i genitori della giovane vittima – Ma niente da fare: l’unico responsabile doveva restare il minorenne incensurato. Ecco perché abbiamo vinto noi: la verità vera l’abbiamo tirata fuori noi, ed è quella, ad onta di qualsiasi decisione diversa. Il dottor Aldo Naro è stato ucciso da un numero indefinito di assassini che hanno colpito senza pietà il suo corpo: gli hanno fratturato il setto nasale, le vertebre C2 eC3 della colonna vertebrale, del maxillofacciale, provocato una emorragia subaracnoidea ed altre sue emorragie, un infiltrato emorragico al polmone e diverse altre lesioni. Tutto questo, secondo la sentenza di stasera ad opera del solo minorenne, ormai unico condannato. Abbiamo vinto perché abbiamo la verità dalla nostra parte, che nessuno potrà cambiare e che si trova già al cospetto di Dio. Vergogna!".  "Si chiude il primo grado di un lungo processo troppo spesso celebrato in sedi extragiudiziarie non appropriate – hanno scritto in una nota i legali degli imputati – attraverso una propaganda comunicativa amplificata da una campagna social disinformata e disinformante, che ha leso l’immagine e la dignità di un cittadino incensurato come Citarrella, additato come complice di un crimine efferato già attribuito a un colpevole con sentenza definitiva". (di Elvira Terranova)  
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