Eni: riduce prezzo petrolio Brent a 60 dollari barile dal 2023 (2)

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(Adnkronos) – Da Eni si spiega che la verifica di recuperabilità dei valori d’iscrizione delle attività fisse “è tuttora in corso e al momento per il management non è possibile quantificare in via definitiva l’impatto di bilancio delle rettifiche di valore dovute alle nuove assunzioni di prezzo”. A oggi, sulla base delle informazioni disponibili e dello stato corrente dei processi valutativi, nel secondo trimestre il management stima di rettificare i valori d’iscrizione delle attività non correnti, comprese imposte differite attive, per un valore post tasse di circa 3,5 miliardi di euro a cui è applicabile un range di approssimazione di più o meno 20%. Il valore centrale corrisponde a una riduzione limitata, 4% circa, delle attività non correnti.

Il valore ante imposte, stimato in 2,8 miliardi di euro, è attribuibile per 2 miliardi di euro a svalutazioni di asset upstream e per il resto al comparto della raffinazione. Non sono previste svalutazioni di asset esplorativi indotte dalla revisione dello scenario.

La riduzione delle imposte differite attive di 0,7 miliardi di euro deriva dalle svalutazioni delle perdite fiscali al netto degli effetti connessi alle rettifiche di valore degli assets industriali. Tali oneri nel loro ammontare definitivo saranno rilevati nei conti consolidati del secondo trimestre 2020, che saranno diffusi al mercato il 30 luglio prossimo, e nella relazione semestrale al 30 giugno, che sarà pubblicata indicativamente nella prima settimana di agosto al completamento delle attività di limited review da parte del revisore.

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