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Energia: Feltrin (Federlegno), ‘urgenti misure contro caro-bollette o filiera andrà in black out’

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Milano, 30 ago. (Adnkronos) – “Se l’Europa e il governo italiano non mettono in campo, a strettissimo giro, misure volte a bloccare gli aumenti ormai insostenibili di gas ed energia, devono essere consapevoli che tireranno il freno a mano a intere filiere produttive, fra cui quella del legno-arredo, che saranno costrette a fermare la produzione, a mettere i lavoratori in cassa integrazione e a perdere competitività sui mercati”. Lo afferma Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, lanciando un grido d’allarme per le imprese che, in assenza di provvedimenti, rischiano il black out.

“Purtroppo -spiega Feltrin- nel giro di pochi giorni la situazione è precipitata, i costi per le nostre aziende energivore, ovvero quelle di pannelli che rappresentano il primo anello della filiera, sono ormai fuori controllo ed escludendo di far ricadere tali aumenti sul consumatore finale, i nostri imprenditori non hanno altra scelta se non interrompere le produzioni già dalle prossime settimane e chiedere la cassa integrazione per i propri dipendenti. Uno scenario davvero fosco che in tempi celeri coinvolgerà l’intera filiera del legno-arredo che riuscirà ad evadere gli ordini solo in base alle scorte di magazzino che, a voler essere ottimisti, possono durare al massimo un mese e mezzo. Tradotto già ad ottobre ci sarà il black out della nostra filiera”.

“Credo -aggiunge il presidente di Federlegno- sia nell’interesse di tutta la classe politica evitare che le tante filiere su cui si poggia il Pil italiano si fermino, altrimenti il futuro governo dovrà occuparsi, per prima cosa, di rianimare un Paese con i battiti a zero”. Per questo, conclude Feltrin, “chiediamo oltre a un tetto al prezzo del gas, il raddoppio del credito d’imposta per le aziende che hanno perso marginalità e fatturato e la salvaguardia dell’uso a cascata del legno, onde evitare che sia più conveniente bruciarlo anziché lavorarlo e produrre valore aggiunto. Le recenti aperture che sembrano giungere dalla Germania a un tetto europeo sono un segnale importante, uno spiraglio affinché si possa agire velocemente e in maniera determinata. Le imprese non possono più aspettare”.