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E’ morto Mario Adorf, l’attore aveva 95 anni: più di 200 film in carriera

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(Adnkronos) – L'attore svzzero Mario Adorf, grande interprete di stampo internazionale dalla vasta gamma espressiva e dal ricco repertorio, capace di spaziare da ruoli di potenti mafiosi a quelli di membri dell'alta società e di uomini al servizio della legge, è morto mercoledì 8 aprile nel suo appartamento a Parigi, dopo una breve malattia, all'età di 95 anni. Considerato uno degli attori più popolari della Germania, la notizia della scomparsa è stata annunciata dal suo manager di lunga data Michael Stark, al settimanale "Der Spiegel", e poi confermata all'agenzia di stampa tedesca Dpa.  Tra gli attori di lingua tedesca più conosciuti e amati in Germania e all’estero, Adorf ha recitato in oltre 200 film per il cinema e televisione. Ha lavorato con illustri registi tra i quali Sam Peckinpah, Dario Argento, Luigi Comencini, Carlo Mazzacurati, Franco Rossi, Wolfgang Staudte, Edgar Reitz, Billy Wilder, Volker Schlöndorff, Helmut Dietl, Rainer Werner Fassbinder, Claude Chabrol e Sergio Corbucci. Tra le pellicole girate in Italia figurano "A cavallo della tigre" (1961) di Luigi Comencini e "La mala ordina" 1972) di Fernando Di Leo (1972), uno dei numerosi film del genere poliziesco girato a Cinecittà.   
Nato a Zurigo l'8 settembre 1930 da Alice Adorf, un'infermiera tedesca, e dal chirurgo calabrese Matteo Menniti, già sposato, Mario Adorf divenne famoso nel 1957 nel ruolo di un assassino di donne nel film "Ordine segreto del III Reich" di Robert Siodmak. Successivamente fu spesso relegato a ruoli da cattivo. Ottenne ruoli importanti nelle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie come "Il tamburo di latta" (1979) di Volker Schlöndorff, dall'omonimo romanzo di Gunther Grass, e "Il caso Katharina Blum" (1975) diretto da Volker Schlöndorff e Margarethe von Trotta, tratto dal romanzo "L'onore perduto di Katharina Blum" di Heinrich Böll.  
Nel 1963 Adorf debutta nella saga western di Old Shatterhand e Winnetou con 'La valle dei lunghi coltelli' e inizia la collaborazione con Antonio Pietrangeli in 'La visita' (1963) e 'Io la conoscevo bene' (1965). Il 1965 è un anno particolarmente prolifico, con partecipazioni in 'Le soldatesse' di Valerio Zurlini, 'Sierra Charriba' di Sam Peckinpah, 'Dieci piccoli indiani' di George Pollock e nella coproduzione internazionale 'La guerra segreta'. Nel 1966 è al fianco di Nino Manfredi in 'Operazione San Gennaro', mentre nel 1967 interpreta il falso spettro in 'Questi fantasmi' di Renato Castellani. Tra il 1968 e il 1969 recita in due spaghetti western, '…e per tetto un cielo di stelle' e 'Gli specialisti', e nel 1969 appare in 'La tenda rossa' con Sean Connery e Claudia Cardinale. Nel 1970 è protagonista del thriller 'L’uccello dalle piume' di cristallo di Dario Argento. 
Dal 1972 diventa un’icona del poliziottesco italiano: appare in 'La polizia ringrazia', 'Milano calibro 9' e 'La mala ordina', dove interpreta Luca Canali, doppiato da Stefano Satta Flores. Continua nel genere con 'La polizia chiede aiuto' e 'Processo per direttissima', senza trascurare il cinema d’autore internazionale: tra i titoli più significativi figurano 'Il viaggio a Vienna' di Edgar Reitz (Premio Ernst Lubitsch), 'Il delitto Matteotti' di Florestano Vancini, ''Cuore di cane' di Alberto Lattuada, 'Io ho paura' di Damiano Damiani e 'Fedora' di Billy Wilder. Negli anni Ottanta lavora con Werner Herzog sul set di 'Fitzcarraldo', ma il progetto viene interrotto e ricominciato con Klaus Kinski. Rifiuta anche ruoli in produzioni iconiche come 'Uno, due, tre!' di Billy Wilder, 'Il Padrino' di Francis Ford Coppola e 'Il mucchio selvaggio' di Sam Peckinpah. Collabora con registi come Aldo Lado (La disubbidienza), Rainer Werner Fassbinder (Lola), Peter Del Monte (Invito al viaggio), Carlo Mazzacurati (Notte italiana) e Claude Chabrol (Giorni felici a Clichy). 
Dal 1980 in poi concentra la sua attività sulla televisione, partecipando a sceneggiati di successo come 'La piovra 4', 'Marco Polo', 'Fantaghirò' e 'Il ritorno del piccolo Lord', oltre a numerose produzioni tedesche. Riprende anche l’attività teatrale e si cimenta come cantante, conduttore televisivo, scrittore e doppiatore, prestando la voce al drago nel film 'Dragonheart' (versione tedesca). Nel 2006 è eletto secondo attore tedesco di tutti i tempi da 'Unsere Besten' e nel 2007 fa parte della giuria del Festival di Berlino presieduta da Paul Schrader. Nel 2016 riceve il Pardo d’onore alla carriera al Festival di Locarno. Adorf è stato sposato con l’attrice Lis Verhoeven, da cui ha avuto la figlia Stella, anch’essa attrice. Dal 1985 era sposato con Monique Faye, con cui conviveva già dalla fine degli anni Sessanta. Ha vissuto a lungo a Mayen, in Germania, che nel 2001 gli aveva conferito la cittadinanza onoraria. Dal 2004 era membro onorario dell’Alemannia Aquisgrana e nel 2010 aveva ricevuto una laurea honoris causa dall’Università di Magonza. (di Paolo Martini) 
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