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Diabete in era Covid, più disagi in passaggio da pediatra a specialista

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Roma, 10 nov. (Adnkronos Salute) – Per i ragazzi che soffrono di diabete il passaggio dal pediatra al medico ‘dei grandi’ è sempre delicato. Un problema che si è acuito durante l’emergenza Covid, aumentando il senso di ‘abbandono’ che i ragazzi già vivono nel perdere il dottore di riferimento che li ha seguiti dall’infanzia e a cui, quest’anno, si sono aggiunte le ridotte possibilità di vedere ‘in presenza’ il nuovo specialista. E’ uno degli elementi emersi dall’indagine condotta da Doxa Pharma, con il contributo non condizionato di Sanofi, presentata oggi nella conferenza stampa virtuale ‘Non mandare il diabete in lockdown’, a pochi giorni dalla Giornata mondiale per il diabete, in calendario il 14 novembre.

La ricerca sull’impatto del diabete di tipo 1 nelle diverse fasi della crescita, si è concentrata sia sui piccoli pazienti seguiti dall’endocrinologo-pediatra sino al loro passaggio alla cosiddetta fase della transizione, sia sui giovani adulti in cura dal diabetologo. “Per i pazienti che passano dal pediatra allo specialista diabetologo degli adulti – ha spiegato nel corso dell’incontro Giuseppe Venturelli di Doxa Pharma – in questo momento già di per se difficile, l’evento Covid ha impedito di avere un riferimento specifico nel nuovo centro, ha impedito di avere una maggiore frequenza di visite che, di solito in questa fase sono più frequenti”.

I disagi più sentiti, ha spiegato, “sono rappresentati, infatti, proprio dal non potersi recare dal medico a causa delle disposizioni anti-Covid. Ma anche a rinunciare a visite di controllo per timore di recarsi in ambulatorio o al centro. La telemedicina ha rappresentato, in questo periodo, un elemento di supporto anche se nel 30% dei casi l”alternativa è stata quella di aspettare la fine del lockdown”.

In generale, dall’indagine sui pazienti con diabete di tipo 1, emerge che il 54% degli intervistati ha avuto disagi per la gestione della patologia durante la pandemia. In particolare, è risultato tutto più complicato del solito secondo il 56% degli intervistati, soprattutto a causa della sospensione delle visite ‘dal vivo’ dal proprio medico o perché spesso erano gli stessi pazienti a rinunciare ai controlli per timore del Covid. Un aiuto importante ed efficace in questo senso è però arrivato dalla tecnologia: nel 30% dei casi le visite sono state effettuate telefonicamente, online con il teleconsulto.

Ad aiutare i pazienti durante il lockdown nella gestione della patologia è stato fondamentale l’invio dei dati glicemici allo specialista attraverso sistemi di monitoraggio continuo del glucosio da remoto (35%), e il contatto gestito attraverso whatsapp o sms nel 21% dei casi, telemedicina nel 23% dei casi, app per la gestione del diabete nel 12%, supporto educazionale a distanza nel 31% e supporto attraverso social media e web community nel 6%.