Depistaggio Borsellino: poliziotto, ‘così scoprimmo il furto della 126 usata per la strage’ (2)
(Adnkronos) – “Successivamente furono messi sotto controllo dei telefoni che potevano avere a che fare con delle persone che Pietrina Valenti poteva avere nominato”, racconta ancora Li Voti. Dopo il furto dell’auto, Pietrina Valenti si rivolse a Salvatore Candura, amico di suo fratello Luciano, perché nutriva il sospetto che fosse stato proprio Candura a impossessarsi della macchina. Quello che sarebbe poi diventato un falso pentito assicurò alla signora che si sarebbe prodigato per ritrovare la macchina.
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