Depistaggio Borsellino: le lacrime del poliziotto imputato, ‘mai indottrinato Scarantino’/Adnkronos (2)
(Adnkronos) – Ma il pm Stefano Luciani gli fa una contestazione, citando il suo interrogatorio al processo Borsellino: “Lei aveva detto ‘Scarantino in previsione di un’udienza mi disse ‘cosa posso dire e cosa non posso dire’, e se poteva parlare con il Presidente e con l’avvocsato. Ma io non mi sono azzardato di dare consigli. ‘Dimmele e te lo segno’, gli disse”. E Mattei controreplica: “Io non ho suggerito niente. Ma il pm Stefano Luciani insiste: “E’ vero quello che ha detto al processo Borsellino quater o quello che ha detto oggi? C’è una discrasia oggettiva”. Mattei, però, insiste, e ribadisce di “non avere mai dato suggerimenti a Scarantino”. I verbali con le note e con alcuni post-it erano venuti alla luce nel corso del secondo processo per la strage e adesso, secondo l’accusa, sono uno dei punti fondanti del processo. Scarantino, durante una udienza, aveva ammesso di essere stato più volte “indottrinato dai poliziotti del pool Falcone-Borsellino”. “Loro mi mettevano le parole in bocca e io ripetevo come un pappagallo – aveva detto in aula Scarantino- Ma erano tutti consapevoli che non sapevo niente”. Ma oggi l’ispettore Fabrizio Mattei ribadisce con forza, anche emozionandosi, di non “avere mai dato alcun suggerimento” all’ex pentito Vincenzo Scarantino.
Mattei, nel corso dell’interrogatorio, ci tiene anche a ribadire di non avere mai indagato sulla strage di via D’Amelio. “Io non mi sono mai occupato della strage di via d’Amelio – aggiunge il poliziotto, difeso dall’avvocato Giuseppe Seminara – i colleghi che si sono occupati delle indagini sono quelli segnati sui documenti. Non ho mai conosciuto i collaboratori, che non sanno neppure chi sono, non sanno il mio nome, non sono mai andato a Caltanissetta dai magistrati, per loro sono sempre stato un nome insignificante, sconosciuto”.

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