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de Pascale: “Innovazione e sostenibilità per garantire le migliori cure a tutti”

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(Adnkronos) – "Siamo in un periodo di sfide fortissime all’orizzonte, non c'è mai stato un periodo della storia dove l'innovazione in ambito sanitario, la prospettiva di cura ma anche l'umanizzazione, la gestione della patologia cronica, possano, insieme, consentirci di fare passi in avanti incredibili; chi fa innovazione deve tenere presente la natura universalistica del nostro sistema, il nostro obiettivo non è solo quello di garantire le migliori cure possibili, ma di garantirle a tutti. Ecco che entra in gioco il tema della sostenibilità finanziaria: avere la certezza che ogni euro investito dal sistema pubblico produca il massimo effetto di salute possibile è fondamentale. Ma dobbiamo anche essere capaci di misurare al meglio questo elemento finanziario poiché ci sono farmaci innovativi che aumentano il loro costo specifico ma riducono gli oneri complessivi a carico del Ssn; questo è un aspetto di grande interesse e anche l'utilizzo dell'intelligenza artificiale ci può aiutare in questo senso". Lo ha detto Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, intervenendo a 'Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction', l’incontro dedicato all’innovazione in ambito sanitario, promosso da Gsk e Adnkronos a Roma e realizzato con il patrocinio di Farmindustria. Quanto alla sua regione, de Pascale ha ricordato che l'Emilia Romagna "pensa di poter dare un contributo molto significativo a livello nazionale, sia per la qualità della sua industria della salute, sia per la forza del suo sistema sanitario. Siamo uno dei principali distretti della salute farmaceutica biomedicale d'Europa – ha sottolineato il governatore – con imprese che producono una percentuale rilevante sia dell'export italiano in questo settore, sia dell'innovazione e della ricerca, e poi dall'altra parte uno dei sistemi sanitari probabilmente più forti, più strutturati, più innovativi del paese. Queste due prerogative – afferma ancora – sono inscindibilmente legate perché in regione le attività di ricerca, il trasferimento tecnologico, la rete dei tecnopoli, il cluster della salute, sono totalmente integrati fra il pubblico e il privato. Vale ovviamente per le nostre straordinarie imprese, vale per i quattro atenei della regione, vale per i cinque Ircss e vale per tutta la rete del Servizio sanitario regionale, che poi fa parte del Servizio nazionale pubblico". Poi ha spostato il focus sul raccordo tra pratiche locali e pratiche nazionali: "Il primo elemento che tutti chiediamo è quello di un sistema meno burocratico e maggiormente ispirato alle esigenze e alle istanze dei cittadini e dei pazienti – ha rimarcato -. Oggi abbiamo visto il confronto tra il sistema americano e quello italo-europeo, dove quello americano è forse troppo spinto, ma il nostro presenta aspetti di burocraticità insostenibili. I tre livelli per l'introduzione di un'innovazione ovvero livello europeo, italiano e regionale, non hanno senso, un controllo per essere rigoroso non deve essere triplo ma funzionale". Non solo la semplificazione; "l'altro elemento è quello del finanziamento proporzionato. L'Italia può nutrire l'ambizione di essere il sistema più innovativo e più universalistico d'Europa e del mondo? Sì, però lo deve finanziare adeguatamente, e oggi questo non avviene. Noi come regione ogni anno aggiungiamo circa 800 milioni di euro fra sanità e non autosufficienza per cercare di garantire i Lea, ma non tutti i territori se lo possono permettere e questo non sappiamo neanche quanto possa durare. È chiaro – ha concluso de Pascale – che se vogliamo perseguire l'innovazione, migliorare l'outcome di salute e al contempo essere universalisti, cioè affermare con certezza che tutti i cittadini e le cittadine di questo Paese debbano avere lo stesso diritto all'accesso ad un farmaco oncologico innovativo, il sistema sanitario va finanziato in maniera adeguata".  
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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