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“Da Bologna a Taranto Philip Morris multinazionale che si è rigenerata”

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Roma, 6 nov. (Adnkronos/Labitalia) – “Quello di Philip Morris è un caso estremamente interessante. E’ una grande impresa multinazionale che si è rigenerata, cioè ha colto l’evidenza dei problemi connessi con la filiera del fumo ed ha fatto una scelta drastica: uscire da un comparto in cui era leader per aprirne uno nuovo”. A dirlo Patrizio Bianchi docente di Economia applicata all’università di Ferrara, commentando l’incontro ‘Le filiere integrate per il rilancio del Paese’, organizzato in collaborazione con The European House – Ambrosetti, il piano di Philip Morris Italia per l’apertura in Italia del nuovo Digital information service center (Disc), nella città di Taranto.

Si tratta però “di un comparto che per funzionare deve essere tutto di grande qualità e, quindi, la necessità di retrocedere fino i produttori agricoli, per avere la certezza che tutti i passaggi siano fatti al massimo livello. Come assessore all’Istruzione Lavoro e Sanità della regione Emilia Romagna avevo seguito questa iniziativa quando la Philip Morris venne da noi, proponendoci si fare un grande investimento con lo stabilimento di Crespellano”.

“Questo stabilimento – ricorda – è diventato ‘interessante’ perché è stato fatto in un luogo in cui c’erano i produttori di macchine come Marchesini, Coesia, Lima. Infatti, Philip Morris ha scelto quella zona che aveva competenze tecniche tali da poter fare un impianto così innovativo. Mentre come regione Emilia Romagna li ‘abbiamo attirati’ offrendo la formazione professionale e la ricerca. Ora che stanno investendo a Taranto Philip Morris sta facendo la stessa cosa. Qui c’è una forte concentrazione agricola, di università pensiamo al Politecnico di Bari, gli atenei di Foggia e Lecce, oltre che la grande concentrazione del Cnr che c’è nel Salento”.

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