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**Covid: ‘deve operarsi a Roma per tumore, negato imbarco da Olbia perché ha solo una dose’**

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Roma, 18 gen. (Adnkronos) – Una vicenda assurda e al limite dell’incredibile. E’ quella accaduta ad una donna di Cagliari in partenza verso il Gemelli di Roma per un intervento urgente a causa di un tumore, che si è vista negare l’imbarco ad Olbia perché in possesso ‘solo’ della prima dose di vaccino -fatta tre giorni prima- e di un tampone effettuato il giorno stesso. La donna, che era in attesa della certificazione verde ed aveva in mano il certificato del proprio medico attestante l’avvenuta vaccinazione, è stata dunque costretta a saltare l’intervento. “Mia moglie doveva subire un intervento urgente mercoledì 12 gennaio al Gemelli di Roma, perché affetta da tumore”, racconta affranto all’AdnKronos il marito Giuseppe.

“Avendo noi fatto il vaccino il 7 gennaio, e non essendo dunque ancora trascorsi i 15 giorni per l’arrivo della certificazione verde, abbiamo ottenuto dal nostro medico un certificato -racconta l’uomo- che attestava come io e lei, io come accompagnatore perché lei è invalida al 100%, potessimo partire”. La coppia si reca dunque, il giorno 10 gennaio, da Cagliari ad Olbia per prendere la nave diretta a Civitavecchia. “Siamo andati al porto convinti di poter partire. Prima di andare, per sicurezza avevamo fatto anche il tampone”, ricorda Giuseppe. Il primo controllo è ok, poi i due arrivano all’imbarco. “Sotto la nave ci hanno chiesto il green pass, sostenendo che tutto quello che avevamo non bastava -racconta- Ci hanno mandato alla biglietteria, da lì al comandante, e poi di nuovo alla biglietteria. Si sono fatte le 22, e a quel punto non ci hanno fatto partire”.

Un duro colpo per la coppia, che attendeva da tempo l’intervento, per il quale la paziente aveva già fatto la preospedalizzazione e che ora dovrà essere riprogrammato a data da destinarsi. “Siamo dovuti tornare a Cagliari e mia moglie ha fatto tutto il viaggio in lacrime”, ricorda Giuseppe, che sfoga la sua rabbia e la sua amarezza: “Siamo segregati, ai domiciliari. Da Roma a Milano posso andare in macchina, ma da Cagliari? Dalla Sardegna? Questa è discriminazione, siamo in un apartheid”.

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