Covid: Crisanti, ‘piano ignorato, Italia ha buttato via manuale per frenare pandemia’
Milano, 4 mar. (Adnkronos) – “La responsabilità della mancata attuazione del Piano pandemico nazionale va attribuita alle azioni di coloro ai quali era affidata la sicurezza sanitaria dell’Italia” e tra loro c’è, a dire di Andrea Crisanti consulente della procura di Bergamo, anche il Silvio Brusaferro che “come direttore di Iss e consulente del ministro della Salute legge il Piano la prima volta a maggio 2020 nonostante gli fosse stato sottoposto dal giorno 11 gennaio 2020”. La consulenza fa parte degli atti dell’inchiesta sul Covid che ha portato i pm di Bergamo a chiudere le indagini sulla diffusione del virus e la mancata zona rossa in Val Seriana e a indagare una ventina di persone, tra cui diversi nomi eccellenti della politica.
Per Crisanti, contrariamente a quanto affermato dal ministro della Salute Roberto Speranza “l’Italia” aveva nel piano pandemico “un manuale di istruzione. Se poi l’Italia ha affrontato la pandemia senza un manuale è perché questo manuale è stato scartato a priori senza essere valutato dai principali organi tecnici del Ministero”.
Non solo: chi si trovò in prima linea a dover prendere le decisioni sulla pandemia – il professor Locatelli, il dottor D’Amario e lo stesso Brusaferro – avrebbero svolto, secondo il consulente della procura “un ruolo consapevole e allo stesso tempo determinante nel neutralizzare il sistema di sorveglianza limitando con azioni commissive l’uso del tampone ai casi sintomatici con legame epidemiologico prima del 20 febbraio 2020 e dopo quella data ai soli casi sintomatici”.
Il piano pandemico nazionale non era stato aggiornato dal 2006 ed era predisposto a contrastare l’influenza, “tuttavia conteneva misure efficaci di carattere generale per contrastare la diffusione di virus a trasmissione respiratoria esigibili dal punto di vista formale e sostanziale. Il fatto che il Piano sia stato completamente ignorato durante le fasi inter-pandemiche 1 e 2 dal ministero della Sanità non assolve le responsabilità dei vertici delle Regione Lombardia e del Ministero stesso di non averlo messo in atto le misure di preparazione per prevenire la possibile diffusione del contagio tra gli operatori sanitari già a partire dal 5 gennaio 2020” quando scatta l’allarme dell’Oms.
