Corruzione: Montante, ‘mai parlato di antimafia, non eravamo sceriffi’/Adnkronos

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Caltanissetta, 18 giu. (Adnkronos) – (Dall’inviata Elvira Terranova) – L’ex icona dell’antimafia dice di “non avere mai parlato di antimafia” ma di “attività legalitaria” perché “mica eravamo sceriffi…”. Dura quasi sei ore il nuovo interrogatorio dell’ex Presidente degli industriali siciliani, Antonello Montante, nel processo d’appello che lo vede imputato per associazione per delinquere finalizzato alla corruzione, dopo la pesante condanna a 14 anni di reclusione in primo grado. Risponde alle domande dei suoi legali, gli avvocati Carlo Taormina e Giuseppe Panepinto, per parlare soprattutto del suo più grande accusatore, Alfonso Cicero, l’ex amico, oggi parte civile nel processo. Che è lì, seduto a pochi metri da Montante, ad ascoltare i suoi attacchi (“sa di mentire”), (“mi faceva quasi tenerezza quando era all’Irsap”).

“Io non ho mai parlato di antimafia, ma solo di attività legalitaria. A noi interessava ripristinare la legalità. Non eravamo sceriffi”, dice Montante. Secondo l’accusa, rappresentata dalla Procura generale di Catania, perché i magistrati nisseni hanno chiesto di essere esonerati, avrebbe ”assoldato” esponenti delle forze dell’ordine e imprenditori per ottenere informazioni sull’inchiesta che era scattata nei suoi confronti nel 2015, dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti di mafia. Una rete di spionaggio, intessuta offrendo in cambio ”favori” sotto forma di assunzioni di parenti e amici, ma anche organizzando un capillare sistema di dossieraggio e di raccolta abusiva di informazioni sul conto dei ”nemici”, anche solo potenziali. “Dopo le nomine di Alfonso Cicero” a capo dell’Asi, l’Area di sviluppo industriale, l’attuale vicepresidente della Regione siciliana, Gaetano Armano e all’epoca assessore regionale “fece delle osservazioni perché Cicero non aveva i requisiti sufficienti per avere la nomina di commissario”, dice poi Montante proseguendo l’interrogatorio nel processo d’appello.

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