Coronavirus: Gori e Gafforelli, ‘deroghe per Bergamo e provincia se Lombardia in zona rossa’ (2)
(Adnkronos) – “Nel testo del Dpcm -scrivono Gori e Gafforelli – è chiaramente indicato che la decisione spetta al Ministro della Salute. Riteniamo tuttavia imprescindibile il Suo prioritario consenso, in ragione anche del parere che potrà ricevere dal Cts regionale. Crediamo fermamente che si possano comprendere le difficoltà e le sofferenze cui il protrarsi delle limitazioni anti-Covid, se non addirittura il loro inasprimento, sottopone i cittadini dei nostri territori, ed in particolar modo gli studenti, le loro famiglie e gli operatori dei settori economici (ristorazione, somministrazione, commercio, attività culturali e sportive, per citare solo i principali) costretti alla chiusura o ad una sostanziale limitazione delle rispettive attività”.
Queste limitazioni “sono necessarie e doverose ovunque gli indicatori di diffusione del contagio segnalino situazioni tali da mettere seriamente in pericolo la salute dei nostri cittadini (e a tale proposito Le anticipiamo che ove le autorità preposte, con validi e giustificati motivi, dovessero ritenere che anche la provincia di Bergamo rientri in questa casistica sarà nostra cura, insieme alle altre istituzioni del territorio, adoperarci per il pieno rispetto delle norme in vigore)”, sottolineano il sindaco di Bergamo e il presidente della Provincia.
“Dove viceversa le condizioni epidemiologiche siano oggettivamente migliori, come pare essere in questa fase per la provincia di Bergamo e come auspichiamo possa presto essere per altre province lombarde, riteniamo si giustifichi l’esenzione prevista dal Dpcm, al limite anche solo parziale, ossia innanzitutto a beneficio di quelle situazioni, scuole in testa, e a seguire commercio e ristorazione, delle quali riteniamo prioritario favorire un progressivo ritorno alla normale attività”, concludono.

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