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**Consulta: Mattia Feltri, ‘carcere per giornalisti è cosa da Iran’**

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Roma, 22 giu. (Adnkronos) – “Sono convinto che la Consulta abolirà il carcere per i giornalisti: ci sono mille modi per rendere giustizia a una persona diffamata, a partire dalle rettifiche, che andrebbero fatte nel modo giusto ma che spesso non diamo, alle sanzioni”. Così all’Adnkronos, il direttore dell’HuffPost Italia Mattia Feltri sulla decisione che la Corte Costituzionale dovrà prendere oggi sulla legittimità della pena detentiva per la diffamazione a mezzo stampa. “Un conto è la calunnia e un altro la diffamazione – afferma il giornalista – Se quest’ultima ha come conseguenza il carcere è una cosa da Iran”.

“Abbiamo il Parlamento più conservatore di sempre – prosegue Feltri riguardo al fatto che in un anno le Camere non hanno legiferato sul tema, così come avrebbero dovuto fare dando seguito all’indicazione dell’allora presidente della Corte Costituzionale e attuale ministra della Giustizia Marta Cartabia – Un Parlamento incapace di prendere decisioni complicate, che si ritira sulle questioni divisive, che non sa governare il mondo che cambia, che non è in grado di studiare e dunque di legiferare”.

“Il Parlamento non fa più niente e sventola solo bandierine – dice ancora Feltri – fa soltanto slogan, ma non è un grado di intercettare i tempi che cambiano, ad esempio nel mondo del lavoro che continua ad affrontare, nonostante la digitalizzazione, con sistemi del ‘900, dai subappalti alla logistica, agli ultramiliardari che non pagano le tasse. È da un po’ di tempo che penso che bisognerebbe creare un gruppo che studia bene questo mondo nuovo. Bisognerebbe inoltre capire come tassare le multinazionali e servirebbe un nuovo statuto dei lavoratori. Ma purtroppo non si pongono le domande giuste e dunque il tema del carcere per i giornalisti non lo affrontano e si continua invece a ragionare come 400 anni fa”.

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