Consulta: Coraggio, ‘su diffamazione a mezzo stampa termine pendente, Parlamento intervenga’

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Roma, 21 apr. (Adnkronos) – Sulla sanzione detentiva per il reato di diffamazione a mezzo stampa, “ritenuta incompatibile con la nostra Costituzione e con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (ordinanza n.37 del 2020) il termine concesso al Legislatore è tuttora pendente, (scade il 22 giugno 2021) e sarebbe augurabile che il Parlamento manifestasse una maggiore sensibilità per una questione che tocca uno dei fondamentali della democrazia”. La sollecitazione è del presidente della Corte Costituzionale Giancarlo Coraggio, intervistato sull’Annuario 2020 della Consulta.

Coraggio rileva: “E’ un fatto che i numerosi moniti con cui la Corte ha chiesto al legislatore di intervenire sono aumentati e sono in gran parte rimasti inevasi”. “Naturalmente, mi rendo conto che, specie nell’attuale situazione politica, il Parlamento si trova di fronte a impegni non meno delicati e rilevanti. Tuttavia la Corte non finirà mai di sottolineare la necessità di un migliore raccordo tra le due istituzioni”.

La novità introdotta sul caso dell’aiuto al suicidio si spiega “in questo contesto di difficoltà di attuazione delle nostre decisioni – rammenta il presidente della Corte Costituzionale – In quell’occasione, com’è noto, la Corte non si è limitata a un semplice monito ma, sul presupposto dell’incostituzionalità della disciplina vigente, ha posto al legislatore un termine entro cui doveva intervenire, fissando al contempo una nuova udienza nella quale, in mancanza dell’intervento legislativo, avrebbe provveduto direttamente (ordinanza n. 207/2018). Ciò che poi è avvenuto a seguito del perdurante silenzio del Parlamento. Un esempio virtuoso di leale collaborazione si è avuto però con il ricalcolo dell’assegno spettante agli invalidi civili totali – conclude Coraggio – subito dopo la decisione che ne ha stabilito l’insufficienza a garantire il minimo vitale, il Legislatore è intervenuto per adeguare l’ammontare della pensione”.

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