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Commercio: Università Cattolica, quasi 5 mld persi fra furti, frodi ed errori (2)

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(Adnkronos) – Il 52% delle differenze inventariali, secondo il rapporto, sono di natura sconosciuta, ossia non è stato possibile attribuire delle cause certe alle perdite. La causa più frequente è rappresentata dai furti esterni, fra i quali prevale il taccheggio, seguito dal furto di necessità e dal furto con scasso. Il valore medio della merce rubata o recuperata nei singoli episodi di taccheggio è di 48 euro. In Campania, Abruzzo e Lombardia si è registrata la massima incidenza di taccheggi per punto vendita tra il 2019 e i primi sei mesi del 2021, mentre, considerando il valore totale degli eventi registrati, le regioni più colpite risultano Lombardia ed Emilia-Romagna.

Per quanto riguarda le frodi esterne, le aziende indicano i resi fraudolenti, l’abuso di carte fedeltà e lo scambio di etichette dei prodotti come le modalità più comuni. Secondo quasi il 52% si è registrata una crescita delle frodi online e tramite mezzi di pagamento, dovuta al maggiore utilizzo delle vendite online. Inoltre, si è registrato un aumento degli articoli non passati in cassa, favoriti dalla diffusione di strumenti di checkout alternativi. I prodotti rubati con più alto valore economico per settore merceologico sono i capispalla, nell’abbigliamento, gli alcolici nei supermercati, le calzature, gli smartphone e gli utensili elettrici.

Per contrastare queste perdite, solo nel 2020 le aziende hanno speso lo 0,6% del loro fatturato in misure di sicurezza. Le misure di sicurezza a protezione dei punti vendita più adottate sono la videosorveglianza (97% delle aziende), i sigilli alle porte e i controlli alle uscite di emergenza (90%), le barriere antitaccheg­gio (87%), i servizi di doorman o portierato (84%) e i sistemi di allarme gestiti da terze parti (84%).

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