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Colombo (Novartis): ‘Incentivare ricerca di genere con brevetti più lunghi’

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Roma, 13 ott. (Adnkronos Salute) – “Uno studio di un farmaco richiede circa 10 anni. Con un costo di circa 3 miliardi di euro per singolo medicinale. E, su cento farmaci studiati, se ne salva uno. Se aggiungiamo anche gli studi di genere la questione economica si complica. Per questo l’industria ha chiesto che sia previsto un vantaggio, sui farmaci di genere, dal punto di vista brevettuale, magari con una durata di due anni in più, che incentivino le aziende a fare studi seri che tengano conto delle differenze tra maschi e femmine”. Lo ha spiegato Delia Colombo, responsabile Value&Access ed esperta medicina di genere, Novartis Italia nel corso della web conference dedicata a “Scienza e genere. Prospettive a un anno dal piano nazionale di medicina di genere”, promossa dal Centro studi americani in collaborazione con Novartis.

Sul tema della ricerca che tenga conto delle complesse differenze tra uomini e donne “è difficile – ha detto Colombo – proporre un incentivo di budget, perché non vogliamo che questi studi vengano ad incidere su budget sanitario. Quindi la proposta è di un allungamento del brevetto, perché questa possibilità non costa niente alla sanità, ma porta due anni di vantaggio a chi fa ricerca e a chi produce i farmaci”.

Per la ricercatrice, infatti, “se la medicina di genere viene anche a costare molto, la sua attuazione diventa ancora più difficile”. Quella dell’allungamento del brevetto, invece, “potrebbe essere una prospettiva, come si è fatto con i farmaci pediatrici, per ottenere un’interesse maggiore da parte delle aziende che devono spendere per dare risultati, perché si deve partire dalla fase 1 degli studi se vogliamo fare bene la ricerca di genere. Addirittura si dovrebbe partire dalle cellule”, ha concluso Colombo.

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