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Cinema: è morta l’attrice Gunnel Lindblom, musa del regista Ingmar Bergman

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Stoccolma, 25 gen. – (Adnkronos) – L’attrice e regista svedese Gunnel Lindblom, prima musa del grande regista Ingmar Bergman, da lui diretta in teatro e poi in sei film, è morto nel villaggio di Brottby (Svezia) all’età di 89 anni dopo una lunga malattia. La scomparsa, avvenuta nella notte tra sabato 23 e domenica 24 gennaio, è stata annunciata dalla famiglia al quotidiano “Dagens Nyheter” di Stoccolma.

Nata a Göteborg il 18 dicembre 1931, Lindblom intraprese la carriera di attrice teatrale poco più che ventenne, debuttando al Teatro Municipale di Malmö nel 1954, all’epoca diretto da Bergman, nel ruolo di Margareta nel “Faust” di Goethe. Fu poi sempre Bergman a farla debuttare al cinema affidandogli ruoli secondari nei suoi film, a partire da quello della donna muta in “Il settimo sigillo” (1957). E comparsa sempre diretta da Bergman in “Il posto delle fragole” (1957), “La fontana della vergine” (1960), dove diede un’intensa interpretazione, “Il silenzio” (1963), conferendo una cupa intensità alle scene d’amore, e “Luci d’inverno” (1963). Dopo un decennio l’attrice è stata nuovamente scelta da Bergman per “Scene da un matrimonio” (1973).

Gunnel Lindblom è poi apparsa in due film di Mai Zetterling, “Gli amorosi” (1964) e “Le ragazze” (1968), e ha impersonato l’ultima donna condannata alla pena capitale in Svezia nel tetro melodramma storico di Arne Mattson “Yngsjtimordet” (1966), su sceneggiatura di Eva Dahlbeck. Tra gli altri suo film “Rapimento” (1965) di John Guillermin e “Fame” (1966) di Henning Carlsen. Come regista Lindblom ha diretto sette film, tra cui nel 1977 “Paradistorg”, prodotto da Bergman, uno studio dei rapporti familiari. Tra le apparizioni più recenti quella in “Uomini che odiano le donne” (2009) di Niels Arden Oplev (2009).

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