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Cassioli su caro bollette: “Attività ludico-sportive asset per educazione e tenuta sociale”

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Roma, 9 ott. (Adnkronos) – “Il caro-energia rischia di mettere a rischio lo sport amatoriale e, soprattutto, le discipline paralimpiche? Sono convinto che lo sport di base tutto abbia bisogno di qualunque tipo di sostegno che permetta di evitare chiusure momentanee o definitive di società sportive e impianti. Qui ci sono in gioco le quote di movimento dei ragazzi, lo svago per gli adulti e soprattutto dobbiamo scegliere se considerare le attività ludico-sportive come un “asset” per l’educazione e la tenuta sociale del paese oppure un puro vizio trascurabile e facilmente sacrificabile”. Questo l’appello all’Adnkronos di Daniele Cassioli, considerato il più grande sciatore nautico paralimpico di tutti i tempi con 25 titoli mondiali, 27 titoli europei e 41 titoli italiani. e anche presidente onorario di Piramis onlus.

Secondo il campione, lo sport paralimpico e non solo, avrebbe bisogno di più risorse. “Direi che lo sport avrebbe bisogno di più risorse. Nelle scuole, nei campetti di periferia e in tutti quei contesti in cui grazie allo sport si fanno uscire di casa i disabili, si allontanano i ragazzi da strade pericolose e si diffonde una cultura inclusiva di cui tanto si parla. Questo enorme lavoro è spesso quasi totalmente sulle spalle di piccole o medie realtà; bisognerebbe fare di tutto per non farle saltare”.

Cassioli è anche scrittore e il suo ultimo libro si intitola “Insegna al cuore a vedere. Il bello è oltre la superficie delle cose”. “Lo sport inizialmente mi ha salvato, insieme alla mia famiglia. Poi mi ha regalato l’opportunità di distrarmi: mentre sciavo non potevo pensare alla cecità. Inoltre ha cambiato il mio modo di vedere le cose perché al mio sci importa poco che non vedo, conta semplicemente quanto sono disposto a fare per migliorare e crescere, a prescindere da qualunque alibi”. I suoi trionfi sportivi e la sua dedizione in allenamento sono una fonte di ispirazione per molti. “Penso innanzitutto che la prima cosa su cui lavorare è la qualità delle domande che ci poniamo: “Quale parte del quotidiano mi crea difficoltà? E soprattutto quanto sono disposto a faticare per stare bene e avere un rapporto costante con la felicità? Spesso si pensa che gli atleti paralimpici siano dei super eroi, io credo che siamo tutti super eroi, nel momento in cui impariamo a fare qualunque cosa partendo dal volerci bene per quello che già siamo.

Inoltre Cassioli nella sua attività di formatore e mental coach aiuta i suoi ascoltatori a superare limiti e barriere. “Ci frena la paura del giudizio, del cambiamento e dell’ignoto. Sicuramente allenarsi alla gratitudine, anche nelle piccole cose, è un ottimo punto di partenza ed è infatti una delle prime riflessioni che condivido nelle scuole, in contesti business e che ripeto a me stesso prima di andare a letto”, ha concluso il campione paralimpico.