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Caschi bici, un test rivela l’effettiva protezione

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Roma, 21 Set. (Adnkronos) – Molte delle nostre città, purtroppo, non sono fatte per le biciclette: le piste ciclabili sono spesso insufficienti, automobili e moto congestionano il traffico, le zone con il limite di velocità a 30 km/h sono troppo poche. Il casco è senza dubbio una valida protezione.

Altroconsumo ha fatto un test che rivela come la probabilità di scongiurare danni cerebrali indossando uno dei caschi da noi messi alla prova, varia dal 50 a poco più del 70%, a seconda dei modelli. È proprio la valutazione della qualità del casco in termini di sicurezza al centro del test (svolto in collaborazione con il laboratorio Certimoov, che usa un nuovo metodo di valutazione del rischio messo a punto dall’Università di Strasburgo). Gli undici caschi bici per bambini testati sono prodotti omologati secondo la norma EN1078. In laboratorio non sono state ripetute le prove previste per l’omologazione perché le prove della norma sono la base di partenza: sono necessari test più realistici per valutare il livello di sicurezza offerto dai caschi in caso di impatto. Sicurezza che non è sempre proporzionata al prezzo. I caschi del test ottengono i risultati peggiori nella prova di impatto laterale: nessun modello raggiunge le cinque stelle (il voto migliore) e solo due raggiungono le quattro stelle. È un risultato preoccupante: significa che, in generale, i caschi in commercio non proteggono in modo sufficiente per quel genere di caduta (invece piuttosto frequente).

È indubbio che qualsiasi casco (purché della misura giusta e ben indossato) protegga meglio rispetto a non indossarlo. Per avere caschi sicuri però i produttori devono fare di più: basterebbe rendere più severi e articolati i protocolli da superare per ottenere l’omologazione, per esempio testando anche gli impatti su superfici inclinate e non solo piane.

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