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Calcio: Baldanzi, ‘vivo un sogno ma la strada da fare è ancora lunga’

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Roma, 21 mar. – (Adnkronos) – L’azzurro gli dona. Tommaso Baldanzi ha provato diverse tonalità: prima quello dell’Empoli poi, dall’Under 16, anche quello della Nazionale. Per Baldanzi, protagonista lo scorso anno all’Europeo Under 19, è arrivata la prima chiamata in Under 21, per la doppia amichevole contro Serbia e Ucraina. Baldanzi se l’è meritata, perchè – parole del tecnico Paolo Nicolato – “ha talento, vede cose che altri non vedono, e per il campionato che sta facendo è giusto che abbia una chance”. “Indossare la maglia della Nazionale ogni volta è un’emozione nuova ed un grande orgoglio rappresentare un popolo intero -racconta Baldanzi a figc.it.-. Sono molto contento di essere qui e spero di dare un aiuto alla squadra”.

In meno di un anno, la vita di Baldanzi – che festeggerà il suo 20° compleanno proprio in Serbia, giovedì 23, e che ha vinto due scudetti a livello giovanile, Under 16 e Primavera – è cambiata, così come le abitudini: a maggio l’esordio in Serie A, in estate la convocazione per l’Europeo Under 19 (dove ha segnato la prima rete degli Azzurrini, contro la Romania), ad agosto il primo gol in Serie A con la maglia dell’Empoli contro il Verona, a cui ne sono seguiti altri tre, compreso quello della vittoria dei toscani a San Siro contro l’Inter. “Vivo questo momento con grande entusiasmo ma con umiltà e serenità – spiega -. Devo lavorare ogni giorno per migliorare, cosa che credo di aver fatto in questi anni per arrivare a togliermi queste soddisfazioni. Quello che ripeto a me stesso ogni giorno, però, è che la strada è ancora lunga. A livello di Nazionale, l’Europeo Under 19 è stata un’esperienza eccezionale: peccato essere usciti in semifinale, ma dobbiamo tutti insieme credere di poter riuscire a provare ancora emozioni così”.

Sta diventando adulto, Tommaso, che da settembre vive da solo a Empoli: appena può, però, torna a trovare la famiglia nella vicina Castelfiorentino. “Mi sto abituando anche alla vita di tutti i giorni. Vivendo da solo devo cucinare, devo badare alla casa e questo è un aspetto importante della mia crescita. Ho un armadio con tutte le maglie che ho indossato in questi anni: spero di collezionarne sempre di più, a cominciare da quella dell’Under 21. I miei genitori vivono tutto questo con orgoglio e felicità, per me è importante sentire la loro vicinanza come quella degli amici di sempre che raggiungo appena ho un po’ di tempo libero e del mio club”.

L’Empoli, che lavora tanto e bene con i giovani e da cui sono partiti o passati tanti calciatori oggi in Nazionale. “C’è qualcosa di speciale lì. L’Empoli è una grande società, che mi ha accolto quando avevo otto anni e mi ha fatto crescere. Sarò sempre grato a ogni persona con cui sto condividendo questo percorso”.

Tanti amici “virtuali” Baldanzi li ha conosciuti tramite i social: “Mi arrivano tanti messaggi, di gente che mi apprezza o anche dei fantacalcisti. Li ringrazio per la fiducia, spero di continuare a fare bene anche per loro”. Anche perché fare bene significa ottenere risultati, dal punto di vista personale e di squadra, azzurro Empoli o azzurro Italia. “Non ricordo il Mondiale del 2006 perché ero troppo piccolo. Tutti noi, però, abbiamo il sogno di riportare l’Italia dove merita. I momenti negativi ci sono, nel calcio e nella vita: l’importante è non smettere mai di lavorare, di crederci e di sognare. Per me essere calciatore è sempre stato un sogno che però non ho ancora realizzato: la strada è lunga”.

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